Un filo d’olio nel piatto premia gli chef e la cucina mediterranea
La cucina non è solo gastronomia, è un’arte fatta di precisione e passione.
Una vera rivoluzione dei sensi.
Il 27 e 28 febbraio scorsi nel territorio più olivetato d’Europa, Andria, a pochi passi da Castel Del Monte, un luogo dove la bellezza della natura incontra l’eleganza della tradizione, circondata da ulivi secolari e vigneti dorati, si è svolto l’oramai tradizionale appuntamento con l’alta cucina.
Un appuntamento dove il visitatore ha scoperto l’essenza più autentica della Puglia: quella fatta di ospitalità, silenzio e sapori veri.
Andria e il suo magnifico paesaggio, si snoda dall’altopiano della Murgia fino alla pianura dell’Adriatico, territorio con milioni di alberi, che forniscono olive della varietà Coratina.
I terreni calcarei grazie all’esposizione solare e alla brezza marina, donano all’uomo, un extravergine a bassissima acidità e dalle caratteristiche organolettiche e salutistiche impareggiabili. Andria e il suo extravergine di oliva, è una città che racconta una storia fatta di amore per la propria natura, rispetto per le stagioni e ricerca della qualità.
L’internazionalità di Castel del Monte e il suo richiamo alle culture del Mediterraneo, il piacere per la ristorazione di qualità, ed inoltre la opportunità che l’olio extravergine riveste un ruolo di primo piano nell’area tra le maggiori produttrici al mondo, hanno costituito un innesco formidabile per una Kermesse dal sapore internazionale.
“Qoco-Un filo d’olio nel piatto”
Giunta alla XVII edizione del concorso internazionale, (kermesse nata nel lontano 1999), è ritornata quest’anno per espressa volontà dell’Amministrazione andriese e che per tre giorni – 27, 28 febbraio e 1 marzo, ha creato e saputo dare voce alla Puglia federiciana più autentica, grazie all’uso sapiente dell’olio Evo nelle creazioni gastronomiche, testimone assoluto di una profonda mediterraneità.
Il concorso ha visto sfidarsi 10 giovani chef provenienti da ogni parte del globo in gemellaggio con chef locali, ospiti dei ristoranti del territorio, per realizzare e dare vita a una contaminazione di sapori condivisibile con il pubblico.
Cuochi con storie, culture, profili e cucine differenti tra loro, che hanno condiviso l’impegno per la tutela della biodiversità agroalimentare, per la salvaguardia dei saperi gastronomici e delle culture locali, chiamati ad Andria per ideare e presentare piatti in cui l’olio extravergine, è stato l’ingrediente protagonista, capace di esaltare e definire il gusto di ogni creazione.
Sabato 28 nella suggestiva Villa Carafa, i cuochi si sono sfidati nella preparazione di piatti creativi valutati dalla giuria d’eccellenza, presieduta da Oscar Farinetti.
I criteri per la valutazione
I piatti sono stati valutati per l’originalità, l’equilibrio dei sapori e la capacità innovativa nell’utilizzo dell’olio EVO di qualità.
E’ la Puglia autentica che reclama il suo posto sotto i riflettori.
Ogni piatto è una sinergia perfetta, ogni profumo è una strofa che celebra una terra di inestimabile bellezza, per raccontare al mondo, un popolo in grado di trasformare le proprie radici in un’opera d’arte da gustare sotto i riflettori della propria forza.
La città della dinastia sveva prediletta da Federico II di Svevia, all’ombra del maniero Castel del Monte, circondata da immense distese di uliveti e vigneti, nel cuore del Parco dell’Alta Murgia, ha ispirato il piatto vincitore della Kermesse culinaria.
La Puglia con il suo oro, l’olio extravergine di oliva, ha vinto la sfida più importante: quella di mostrarsi unita, fiera e innamorata dalle contaminazioni.
La vincitrice del concorso
Sabato 27 febbraio è stata incoronata la vincitrice della XVII edizione di Qoco un Filo d’Olio nel Piatto, la chef turca Kardelen Soyalp, con il piatto “Carciofi brasati all’Olio Evo di Andria, gambilya e insalata di finocchi”, in un equilibrio e valorizzazione dell’olio extravergine di qualità.
Kardelen Soyal ha celebrato il carciofo, proponendolo brasato con olio evo del Frantoio Cirulli e Covan, gambilya, una fava originaria della Turchia orientale, e insalata di finocchi.
Il piatto è ispirato alla geometria di Castel del Monte con fave, cicorie e olio extravergine.

Chef Soyalp: “Questo piatto racconta una storia in cui le tradizioni si incontrano non attraverso la geografia, ma tramite memoria condivisa, stagionalità e sapore”.
Alla chef è stato assegnato il premio di 2.000 euro, messo a disposizione dal Comune di Andria, su decisione della Giuria Tecnica presieduta da Oscar Farinetti.
Il piatto imperiale è stato preparato come un meze, una purea che ha preso la forma del maniero Castel del Monte con le sue inconfondibili otto torri a corona.
I componenti della giuria
A valutare gusto, originalità, presentazione, equilibrio generale e naturalmente valorizzazione dell’olio: Giuseppe Iannotti, Felice Sgarra, Antonello Magistà, Nino Di Costanzo, Domenico Schingaro, Sebastiano Lombardi, Antonello Colonna, Mimmo Soranno e il pastry chef Ciro Poppella.
Capitanati dalla sindaca di Andria Giovanna Bruno, i giurati di opinione (fra cui Francesco Muti, figlio del maestro Riccardo Muti) hanno invece insignito in più altri due chef con due riconoscimenti.
I vari premi
Alla spagnola Marina Marquez Dominguez che ha proposto il piatto “Coniglio, limone fermentato, mandorle e carciofi” – questi ultimi presenti in diversi piatti in gara – è andato il premio Todi Food. L’albanese Vladimir Pemaj, cuoco dell’Osteria Boccondivino di Bra (Cuneo) che ha proposto una “Crema di ceci con carciofo spadellato e primo sale” e ha ricevuto un premio da Cantine Rivera.
La creatività e mix di sapori senza confini dei 10 concorrenti, non sono mancati anche nelle creazioni di chi non ha scalato la classifica.

La creatività
Lo spagnolo Marcos Sanchez ha proposto “Oro di Betanzos”; la palestinese Abuhamdiya Fidaa “Musakhan”; gli albanesi Xhafaj Rushan e Cibuku Inesa rispettivamente “Fior di carciofo, salsa di pancotto, lattuga di mare e liquirizia” e “Mesnik – Agnello in sfoglia”.
Zouheir Boumghara, originario del Marocco, ha presentato “Rfisa”, mentre Badea Mihnea Ionut della Romania “Levantin – Sgombro affumicato, verdure e spuma di patate”.
E in rappresentanza dell’Italia il calabrese Giuseppe Fragomeni ha creato l’Oro Verde, un filetto di manzo e riso acquerello.
Un viaggio tra mistero e autenticità, che abbiamo avuto l’onore e l’onere di vivere con gli occhi e il palato.
E quando il sole tramonta dietro il castello, tingendo d’oro i campi e i muretti a secco, resta una sola certezza: ad Andria le bellezza è di casa, e il tempo ha imparato a fermarsi.
Buon appetito!





