Un pranzo all’insegna dell’audacia, alla Taverna di Colloredo

1 giugno 2020. Riapre La Taverna a Colloredo. Coraggiosamente, qualche giorno prima delle previsioni. Si va in terrazza. Nell’aria c’è già l’estate. Il giardino è una quinta verde, punteggiato di tavolini ben distanziati. Invita a sbocconcellare macaròns con un calice di Ramandolo in attesa del the (“è sempre l’ora del the e negli intervalli non abbiamo tempo di lavare le tazze”: qui a qb si amano follemente Alice e il Cappellaio matto). Ma sarebbe perfetto anche un déjeuner sur l’herbe. Chi vive in città, in appartamento, per quanto vista mare, di fronte al verde per qualche minuto perde letteralmente la testa. Fortunatamente lo staff è attento e premuroso senza essere invadente, e con discrezione non ci lascia il tempo di distrarci. Ci ha accolto Nicola Storti: ormai lo saprete tutti che Piero Zanini, creatore e anima del ristorante, ha optato per la pensione. Si sentiva e si sentirà la sua mancanza, ma i giovani dello staff e lo chef Ivan Bombieri sono motivati a dare il meglio. Abbiamo conosciuto anche Lara, la nuova direttrice della struttura, molto prefessionale e già a suo agio.

La Taverna – pane e grissini

Dunque, il pranzo dell’audacia. La metafora prende le mosse dai petali viola-blu della borragine e dai suoi fiorellini a forma di stella che abbiamo ritrovato nelle varie portate, alternati a tocchi di petali di malva. Se gli antichi consideravano la borraggine una pianta che scacciava la tristezza e i brutti pensieri, i Celti la usavano per dare coraggio ai guerrieri. Ed è dunque diventata la pianta dell’audacia. 

Tramezzino con foie gras e gocce di Ramandolo

Saluto di benvenuto: tramezzino con foie gras e gelatina di Ramandolo. Perfetto come sempre.

Cacio e pepe alla friulana

Primo piatto – new entry in menù: cacio e pepe alla friulana (mezze maniche con pecorino carnico di un anno, pepe nero Sarawak, estremamente raffinato con  note fresche, fruttate e piccantezza bilanciata, più un tocco di timo. Voto dieci e lode.  

L’uovo poché con Montasio stravecchio e asparagi verdi (antipasto) l’abbiamo scelto come secondo. Perfettamente aderente a quello che mi aspettavo. Voto dieci. 

Uovo poché con asparagi verdi

Purtroppo era giorno di lavoro e non c’era molto tempo per studiare ancora la carta.

E poi, si sa,  bisogna lasciare sempre lo spazio al dolce. 

Pre dessert al melone

Ci attendeva il cannolo salato racchiuso da una leggerissima pasta fillo accompagnato con gelato al caramello salato. Il viola blu aveva lasciato il posto a energizzanti foglioline verdi di menta. 

Cannolo di strudel con gelato al caramello salato

Il desiderio di scendere in giardino si faceva di nuovo sentire, quindi era il momento di ripartire lungo le strade di Friulandia. 

piccola pasticceria

Per voi, attenti lettori, ecco i prezzi: antipasti: 20 euro. Primi: 20 euro. Secondi: 25 euro. Dolci: 10 euro.

Il menù non sarà più stagionale ma cambierà anche ogni giorno, in base ai prodotti disponibili o e e alle proposte dei fornitori selezionati. Con un’attenzione privilegiata ai prodotti friulani. 

Chiudiamo il cerchio dell’audacia? Questo è effettivamente un gesto di coraggio: in assoluta controtendenza la Taverna – ricordiamoci sempre da da oltre vent’anni ha una stella Michelin – ha deciso di abbassare i prezzi.

E quindi il menù degustazione, assolutamente seducente per le papille, viene proposto a 80 euro a persona (preparato per l’intero tavolo).  15 euro in più per i vini in abbinamento. “Vogliamo fare tornare i clienti più spesso da noi” ci ha spiegato Nicola. Ritornerò a breve a salire in collina, sotto il giròn del Castello. E’ la stagione giusta. 

Orari di chiusura: domenica sera, lunedì tutto il giorno e martedì a pranzo.

Romanutti

Friulana di nascita, triestina di adozione. Quanto basta per conoscere da vicino la realtà di una regione dal nome doppio, Friuli e Venezia Giulia. Di un’età tale da poter considerare la cucina della memoria come la cucina concreta della sua infanzia, ma curiosa quanto basta per lasciarsi affascinare da tutte le nuove proposte gourmettare. Studi di
filosofia e di storia l’hanno spinta all’approfondimento e della divulgazione. Lettrice accanita quanto basta da scoprire nei libri la seduzione di piatti e ricette. Infine ha deciso di fare un giornale che racconti quello che a lei piacerebbe leggere. Così è nato q.b. Quanto basta, appunto.

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