Una favola chiamata gelato
A volte succede.
Succede che, pure in presenza di un impianto elettrico rifatto da poco, il calore generato dagli impianti refrigeranti si trasformi in corto circuito, e il corto circuito in incendio.
Succede pure che, dei circa 300.000 euro di danni, l’assicurazione ne copra solo una parte, così impedendo la riapertura.
Ma succede anche che l’intero quartiere si mobiliti, raccogliendo in meno una settimana – fra negozianti, banchi del mercato limitrofo e semplici residenti – ben 12.000 euro, come ci si trovasse dentro una favola, pure di quelle esageratamente rotonde.
Tutto questo è successo alla Gelateria dei Principi, una delle migliori della città di Torino.
Era gestita da Elisa Serafino, e partiva dall’esperienza del padre Antonio, che nel 1987 aveva aperto la gelateria Arcobaleno.
Antonio ancora da una mano a Elisa, ma è lei l’artefice di tutto il buono che aveva saputo fare, dal 2009.
Innanzitutto, i gelati.
Per comprenderne la genuinità, bisognava prendere i gusti più complessi, cioè a rischio di chimica, tipo il cremino e soprattutto il lemon cake.
Tutti, poi, con un basso tenore zuccherino, e la consistenza giusta. Per non parlare dei frappè: invece di farli col gelato, come fanno tante gelaterie, ci metteva dentro solo e soltanto frutta fresca, e di stagione.
Poi, l’atmosfera.
Pur trovandosi su di una via piuttosto trafficata, la centralissima via Principi d’Acaja posta all’interno di un suggestivo quartiere del centro denominato Cit Turin (cit significa piccolo, a rimarcare un luogo in cui si possono trovare, in formato short, tutte le cose che l’intera città offre), Elisa aveva messo fuori tre panche.
Alla faccia del rumore delle auto, queste panche erano sempre affollate di persone, a mangiare gelati chiacchierando, così intessendo una necessaria (soprattutto all’interno di una grande città) rete di persone che non si sfiorano soltanto negli autobus, ma si conoscono, e magari solidarizzano.
Come se non bastasse, oltre alla succitata solidarietà dei commercianti, ivi compresa quella dello storico mercato di piazza Benefica in cui a mettere su i banchi ci sono anche i contadini veri, che vengono lì a vendere i prodotti della propria terra, l’adiacente cinema Esedra, sede di uno storico cinecircolo parrocchiale, ha organizzato una proiezione di tre film di Stanlio & Olio per raccogliere altri fondi. Insomma, una storia da libro Cuore.
Elisa è ancora costernata, ma siamo certi che ce la farà.
A ricostruire lì oppure a spostarsi in qualche limitrofo locale sfitto.
E questo perché non è sola, dopo aver scoperto che i suoi clienti, in effetti, si chiamano amici.



