Vendemmia 2026 a Villa Cambiaso: la rinascita dell’enologia genovese tra le colline della Val Polcevera

Vendemmia 2026 a Villa Cambiaso: la rinascita dell’enologia genovese tra le colline della Val Polcevera

L’INIZIO DI UN’ANNATA PROMETTENTE

Con l’arrivo del mese di settembre, la Liguria vitivinicola riaccende i propri torchi e si prepara a vivere uno dei momenti più attesi dell’anno agrario.

Nel cuore pulsante dell’entroterra genovese, le forbici da vendemmia sono tornate a risuonare tra i filari della celebre azienda vitivinicola Villa Cambiaso, dando il via ufficiale alla vendemmia 2026.

I vigneti storici della cantina, dislocati sapientemente tra i territori di Serra Riccò e Morego, sono oggi protagonisti della raccolta delle uve che daranno vita alle quattro etichette simbolo della produzione locale.

Un appuntamento che non rappresenta soltanto una fondamentale tappa tecnica di cantina, ma un vero e proprio rito collettivo in grado di riannodare i fili tra storia, cultura rurale e la millenaria tradizione del vino di Genova.

L’andamento climatico favorevole dei mesi estivi ha regalato grappoli sani, ben strutturati e ricchi di corredo aromatico.

Le premesse per un’annata d’eccellenza ci sono tutte: freschezza, sapidità e tipicità si preannunciano già straordinariamente equilibrate nei mosti in fermentazione.

VILLA CAMBIASO: ECCELLENZA ED EREDITÀ VITIVINICOLA TRA MOREGO E PEDEMONTE

L’Azienda Vinicola Villa Cambiaso rappresenta un baluardo imprescindibile per il recupero e la valorizzazione della viticoltura del Genovesato.

Con un progetto imprenditoriale ed enologico fortemente legato alla famiglia Cattaneo Adorno, la cantina ha saputo trasformare una vocazione agricola secolare in un’impresa moderna, capace di competere sul mercato d’alta gamma mantenendo un’anima schietta ed autentica.

I terreni aziendali si estendono su una superficie vitata di prim’ordine:

  • Le colline di Morego: vigneti disposti ad anfiteatro naturale con esposizione ottimale a sud-est. Qui i terreni, ricchi di scisti, quarzo e ardesia, trasferiscono ai vitigni una mineralità inconfondibile.
  • I filari di Serra Riccò e Pedemonte: culla di una tradizione contadina mai domata, dove sorge la moderna ed attrezzata cantina aziendale, pensata per accogliere e vinificare le uve con metodi soffici ed estremamente rispettosi della materia prima.

Uno dei meriti storici di Villa Cambiaso è stato l’impegno profuso nel recupero clonale dei vitigni autoctoni.

Un lavoro certosino, durato anni, che ha permesso di selezionare le migliori marze direttamente dalle vecchie vigne della vallata, affidandole a vivai specializzati prima di reimpiantarle nelle terre d’origine.

È proprio grazie a questa visione di tutela della biodiversità che la cantina è in grado di offrire oggi vini che raccontano l’anima vera della Val Polcevera.

LE QUATTRO ETICHETTE SIMBOLO DELLA VENDEMMIA 2026

La campagna di raccolta attualmente in corso punta a valorizzare le quattro anime enologiche che compongono il portafoglio aziendale di Villa Cambiaso.

Ognuna di esse incarna un’espressione pura del terroir ligure:

1. Val Polcevera Coronata “o Cônâ” DOC

Un vino iconico, vero e proprio fiore all’occhiello della cantina.

Ottenuto dall’assemblaggio di storici vitigni locali come Vermentino, Bianchetta e Albarola, “o Cônâ” è la quintessenza dell’eleganza genovese.

Al calice regala una straordinaria freschezza bilanciata da una viva sapidità, contornata da fini profumi vegetali e note di fiori bianchi.

Un bianco di grande fascino, perfetto per accompagnare le ricette della gastronomia genovese.

2. Val Polcevera Vermentino “e Galêe” DOC

Etichetta di grande carattere e struttura.

Il Vermentino trova tra i venti di mare e le rocce della Val Polcevera un habitat ideale per sviluppare una spiccata vena minerale.

Al naso dominano le note di frutta a polpa gialla, pesca, agrumi e le classiche erbe della macchia mediterranea (rosmarino, salvia, timo).

In bocca è avvolgente, profondo e lunghissimo.

3. Bianchetta Genovese Valpolcevera DOC

Vera e propria perla autoctona del territorio.

Un vitigno antico che regala un vino agile, fresco, di immediata ed esaltante beva.

Dalla tipica veste giallo paglierino con riflessi verdolini, conquista per i sentori agrumati, le note di mela verde e la caratteristica chiusura con sfumature di mandorla fresca.

Spiccata acidità e sapidità la rendono l’abbinamento ideale per i fritti di mare e le focacce tradizionali.

4. Pigato Riviera Ligure di Ponente DOC

Il re dei bianchi strutturati liguri trova espressione anche nelle selezioni di Villa Cambiaso.

Un vino dal colore dorato e brillante, intenso al naso, guidato da aromi di frutta matura, miele d’acacia e profumi salmastri.

Un bianco di grande corpo, capace di reggere l’abbinamento sia con primi ricchi della tradizione sia con carni bianche e pesci al forno.

LE RADICI STORICHE DEL VINO IN VAL POLCEVERA: DALLE ORIGINI ROMANE AD OGGI

Parlare del vino di Villa Cambiaso e della Val Polcevera significa addentrarsi in una storia millenaria.

La viticoltura in questa vallata, che si estende lungo il corso del torrente Polcevera e dei suoi affluenti, vanta radici che risalgono all’epoca pre-romana e romana.

La Tavola Bronzea del 117 a.C.

La prova regina della secolare vocazione vitivinicola della zona è incisa su uno dei reperti storici più importanti della Liguria: la celebre Tavola Bronzea di Polcevera, risalente al 117 a.C.

In questo fondamentale documento giuridico romano, che dirimeva una controversia territoriale tra i Viturii Langenses e i Genuates, si fa esplicito riferimento ai vigneti, alla produzione di vino e alle tasse dovute in natura sotto forma di anfore vinarie.

Già più di duemila anni fa, dunque, queste colline erano terrazzate e coltivate con passione.

Il mito del “Bianco di Coronata”

Nel corso dei secoli, il vino della Val Polcevera è diventato un vero e proprio mito citato da poeti, viaggiatori e storici.

Tra il Rinascimento e l’Ottocento, il celebre Bianco di Coronata era considerato il vino preferito da osterie e famiglie nobili genovesi. Storici ed eruditi come Giorgio Gallesio nel suo celebre trattato Pomona Italiana (1839) identificarono la Bianchetta Genovese come l’uva fondamentale e base insostituibile per la produzione del genuino vino di Coronata.

Nonostante i periodi d’ombra dovuti all’industrializzazione del XX secolo che aveva progressivamente impoverito i coltivi collinari, il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata (DOC) Val Polcevera nel 1999 ha segnato il definitivo rilancio della viticoltura eroica locale.

Oggi, aziende come Villa Cambiaso ne custodiscono la memoria e ne garantiscono il futuro con produzioni d’alta scuola.

VENDEMMIA E TERRITORIO: LA FESTA A VILLA NEGROTTO CAMBIASO

A riprova del forte legame sociale e culturale che unisce la cantina al suo territorio, l’avvio formale della campagna di raccolta 2026 è stato festeggiato con una speciale giornata di presentazione conviviale.

L’evento è stato ospitato all’interno del nascente parco storico di Villa Negrotto Cambiaso a Serra Riccò.

Si tratta di un’area verde di inestimabile valore storico e botanico che presto verrà completamente restituita alla pubblica fruizione, arricchendo il patrimonio culturale e turistico della Val Polcevera.

Un momento di incontro tra produttori, istituzioni e cittadini per celebrare la terra, il lavoro nei campi e la rinascita di un paesaggio agricolo che sa fare comunità.

Le operazioni di vendemmia proseguiranno nelle prossime settimane: gli agronomi e gli enologi di Villa Cambiasso monitoreranno giorno per giorno il grado di maturazione zuccherina ed aromatica dei diversi vitigni, garantendo che ogni grappolo venga raccolto esattamente al momento perfetto.

 

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Genovese di nascita, è un appassionato della cucina tradizionale ligure, tanto da scriverne e gustarla in egual misura. Giornalista professionista, ha diretto i servizi giornalistici di emittenti televisive liguri dal 1980 al 2017. Storico inviato della trasmissione "Diretta Stadio", ha collaborato per anni con il Guerin Sportivo. Autore di diversi libri, divide il suo tempo tra calcio e gastronomia. È anche il creatore della trasmissione televisiva "Benvenuto in cucina", dove esplora il mondo dei fornelli, delle pentole e della sociogastronomia. Ha condotto il programma "Benvenuto in diretta", in onda all'alba, vantando il record mondiale di aver fatto realizzare un Cappon Magro in diretta alle sette del mattino. Attualmente, come conduttore di "Pentole e dintorni", racconta la cucina ligure in tutte le sue sfaccettature a livello nazionale. Da quindici anni, inoltre, ha fondato e dirige il sito di enogastronomia "Zena a Toua" (Genova a tavola).
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