Vigne con camere, e passione

Vigne con camere, e passione

È il momento, o forse il tempo in cui questa consapevolezza diventa diffusa, dell’enoturismo. Ci sono stati importanti passi normativi, la nostra Regione per una volta è stata tra le antesignane perché già un anno fa sono stati approvati i disciplinari (e la relativa modulistica) per l’esercizio dell’attività enoturistica e oleoturistica come definite dalle Leggi Regionali del 2024.

E, come detto la settimana scorsa Vinitaly, quest’anno ha focus specifici sull’enoturismo che si chiama Vinitaly Tourism con un programma che copre tutti i giorni di manifestazione e rafforza il calendario di incontri.

Camera con Vigna agli Scacchi (Foto: Enzo Battarra)
Camera con Vigna agli Scacchi (Foto: Enzo Battarra)

Inoltre Roberta Garibaldi (docente di Tourism Management all’Università degli Studi di Bergamo) che è molto probabilmente la più autorevole voce nello studio del fenomeno ha appena svelato il suo rapporto 2026 sull’enoturismo. È un lavoro di grande accuratezza e precisione con dati sintetici interessantissimi.

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Vincenzo D'Antonio (Foto: Enzo Battarra)
Vincenzo D’Antonio (Foto: Enzo Battarra)

Infine, e non per caso, un attento conoscitore dell’enogastronomia non solo italiana, Vincenzo D’Antonio, ha pubblicato alla fine dello scorso anno un interessante volume dal titolo assai evocativo e accattivante, “Camera con Vigna”: il titolo ovviamente richiama il romanzo del 1908 di Edward Morgan Forster, e la riuscitissima trasposizione di James Ivory del 1985, che è uno spaccato di inizio ‘900 sul fascino dei paesaggi toscani per gli anglosassoni.

“Camera con Vigna”

è dunque un almanacco di 151 aziende vitivinicole che fanno anche ristorazione e ospitalità notturna, perché come sottolinea argutamente l’autore, nella presentazione svoltasi nell’elegante nuova sede degli Scacchi di Via Maielli, l’offerta completa permette all’appassionato di non dover rinunciare al terzo (o ulteriore) assaggio per rimanere sotto i limiti del Codice della Strada e di non avere la preoccupazione di prenotare cena e pernottamento altrove.

Nel corso della presentazione del volume, così come nell’introduzione allo stesso, D’Antonio a proposito del calo dei consumi, e delle prospettive del comparto vitivinicolo, enumera dati, analizza trend, illustra i cambiamenti di abitudini e punta il dito, anche, contro due categorie: i sommelier saccenti, che sono accusati di preoccuparsi di comunicare più la loro competenza che le caratteristiche del nettare che propongono, e, poi, i ristoratori, avidi e poco accorti, che sul vino aggiungono ricarichi senza una vera giustificazione economica.

Tornando al corpus del libro: 151 opportunità per l’enoturista di trovare vino di qualità, accoglienza calorosa e servizi aggiuntivi. Ovviamente non uno sguardo totale sulle opportunità nelle nostre 20 regioni, ma come sottolineato nella prefazione dalla professoressa Garibaldi:

«Questo lavoro ha il pregio di non dettare formule giuste o sbagliate, ma rappresenta il risultato di una ricerca attenta, selettiva, che non si limita a snocciolare indirizzi ma ne coglie l’anima. Dietro ogni parola ci sono storie di persone, scelte di qualità, esperienze di ospitalità che intrecciano vino e accoglienza, tradizione e innovazione. E persone, ancora, al centro».

Dunque, come ribadito anche in prefazione non ci sono requisiti (a parte il numero delle stanze, ritenuto opportuno da almeno due a non più di una dozzina), ma con spirito davvero pratico, e utile per il lettore, l’unica condizione veramente necessaria per la menzione nel volume è stata avere l’accortezza (e l’intelligenza) di confermare i dati di contatto, le notizie utili, da pubblicare in calce alla descrizione, per indirizzare efficacemente il visitatore.

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Libero Rillo, Vincenzo D'Antonio, Beatrice Crisci (Foto: Enzo Battarra)
Libero Rillo, Vincenzo D’Antonio, Beatrice Crisci (Foto: Enzo Battarra)

Il quale, come sottolineato da Libero Rillo ospite della serata con il suo Libero 2020 – squisito e profumatissimo vino da vendemmia tardiva di Falanghina da una particella speciale e che è l’erede attuale del premiatissimo Facetus – può essere, non di rado, un ristoratore, o un importatore o un visitatore con una fitta rete di amici a cui far assaggiare gli acquisti in cantina.

Libero F190
Libero F190

Il libro è completato anche da alcune decine di schede su alcune Denominazione di Origine (non solo vino, ma anche formaggi, salumi, oli extravergine, altri prodotti) che dei territori e della tradizione sono una specie di gustosa spina dorsale.

«Esperienza cognitiva ed emozionale»,

Vincenzo D’Antonio cita Gualtiero Marchesi e la sua filosofia della ristorazione, applicandola anche alle visite in vigna, dove si conoscono persone nuove, appassionate, si assaggiano vini, si riposa tra le vigne, che in fondo sono il trait d’union tra giardino e agricoltura. Buone passeggiate.

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Come e perché, sono le mie domande preferite. Studi classici e poi Architettura, mi sono sempre occupato di design, fotografia e arte. Sono giornalista pubblicista e dirigo il Caffè, settimanale di politica e cultura a Caserta, scrivendoci, dalla fondazione, soprattutto di fotografia e arte contemporanea. La “chiamata di Bacco” è arrivata grazie ad alcune visite in vigna insieme a produttori appassionatissimi (uno per tutti, Corrado D’Ambra, quanto ci manca!) che di questa passione mi hanno evidentemente contagiato. Docente dei Master of Food sul vino di Slow Food e della Fisar, ritengo che il vino sia un fenomenale condensato di sapere e, soprattutto, di piacere, da trattare, però, senza troppe spocchie.
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