Vini Dealcolati in Italia: normativa, tecniche di produzione e sviluppo del mercato
Il vino dealcolato si sta affermando come una delle tendenze emergenti nel settore enologico internazionale. In Italia, l’attenzione verso questa categoria è cresciuta rapidamente dopo l’entrata in vigore del Decreto Ministeriale n. 672816 del 20 dicembre 2024, che recepisce il Regolamento (UE) 2021/2117. Questo cambiamento ha aperto ufficialmente alla produzione nazionale di vini parzialmente o totalmente dealcolati, spingendo importanti gruppi vinicoli a investire in questo segmento.
Normativa di Riferimento
Il Regolamento UE 2021/2117 ha introdotto nuove disposizioni nel quadro normativo vitivinicolo, permettendo la produzione di vini parzialmente o totalmente privati del loro contenuto alcolico. Il DM 672816/2024 definisce le modalità di applicazione in Italia:
- Dealcolazione parziale (tra 0,5% e il limite minimo della categoria) ammessa anche per vini DOP e IGP.
- Dealcolazione totale (fino a 0,5% vol.) consentita solo per vini generici.
- Etichettatura obbligatoria con termini precisi: “dealcolato” e “parzialmente dealcolato” – è vietato l’uso di espressioni come “vino senza alcol” o “alcol free”.
Tecniche di Dealcolazione Autorizzate
Le tecnologie approvate dall’OIV (Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino) per la dealcolazione del vino puntano a ridurre il contenuto alcolico mantenendo inalterate le proprietà sensoriali:
- Evaporazione sottovuoto: rimuove l’alcol a bassa temperatura, salvaguardando gli aromi.
- Filtrazione a membrana: separa l’alcol tramite filtri selettivi.
- Distillazione controllata: consente di abbattere l’alcol senza compromettere il bouquet.
Tutte le tecniche devono essere conformi alle disposizioni del Regolamento UE e del decreto ministeriale.
Le Aziende Pioniere in Italia
Schenk Italia punta alla produzione nazionale
Il gruppo svizzero Schenk ha annunciato l’avvio della produzione di vino dealcolato in Italia, con l’obiettivo di realizzare 1 milione di bottiglie entro il 2026. Dopo anni di esperienza in Spagna con la cantina Bodegas Murviedro, dove vengono dealcolati rossi locali e vini italiani (Glera, Fiano, Primitivo), ora una parte della produzione sarà trasferita nella cantina di Ora (Bolzano). L’investimento previsto per l’impianto di dealcolazione è di circa 2 milioni di euro.
“Il nostro obiettivo è offrire una bevanda naturale e salutare, priva di conservanti e zuccheri aggiunti, per intercettare soprattutto il pubblico dei soft drink e degli astemi”, ha dichiarato Daniele Simoni, AD di Schenk Italia.
I mercati principali? I paesi nordici, in particolare Belgio e Danimarca, dove la domanda di vini no-alcol è in forte crescita.
Italian Wine Brands, Mionetto e Argea attive in Germania
Altri produttori italiani si sono già mossi per presidiare questo segmento, anche se inizialmente all’estero:
- Italian Wine Brands, guidata da Alessandro Mutinelli, lancerà i primi vini dealcolati (uno spumante, un bianco e un rosso) entro poche settimane. Per ora, la produzione è affidata a impianti in Germania.
- Anche Argea e Mionetto utilizzano strutture tedesche per la produzione.
- Tra le aziende italiane già operative: Varvaglione (Puglia) e Hofstätter (Alto Adige).
Mercato e Tendenze di Consumo
Anche se in Italia il mercato dei vini senza alcol è ancora in fase iniziale, i numeri globali raccontano un altro scenario:
- In Germania, i vini spumanti dealcolati rappresentano già il 7% del mercato.
- Negli Stati Uniti, il settore del vino no-alcol o low-alcol ha superato 1 miliardo di dollari.
- Secondo Fact.MR, il mercato globale dei vini dealcolati vale già 2,57 miliardi di dollari.
Un’indagine Uiv-Vinitaly e SWG ha stimato un potenziale interesse di oltre 1 milione di non bevitori e 14 milioni di consumatori di vino italiani che valutano il vino dealcolato come alternativa valida in situazioni in cui è necessario evitare l’alcol (es. guida).
Vino Dealcolato tra Innovazione e Sfida
Il riconoscimento legale della produzione di vino dealcolato in Italia rappresenta un’opportunità storica per il comparto vinicolo. Le aziende stanno rispondendo con investimenti mirati e strategie innovative, puntando a un mercato in espansione e a un pubblico giovane, salutista e consapevole.
Tuttavia, la sfida principale resta la qualità: il consumatore deve essere convinto che un vino senza alcol può offrire un’esperienza sensoriale completa, degna della tradizione enologica italiana. Il futuro dei vini dealcolati dipenderà dalla capacità di comunicare il valore autentico di questi prodotti, unendo innovazione tecnologica, trasparenza e rispetto del gusto.


