Vino bianco. Meglio invecchiato o di annata?
Una breve riflessione dopo gli assaggi al Falstaff White Wine Party e la degustazione di Gewürztraminer d’annata e invecchiati.
La differenza tra vino d’annata e invecchiato
La versione invecchiata prevede un periodo di affinamento, che sia acciaio, legno, cemento o vetro il contenitore del vino, l’importante è che ci sia una sosta prolungata e quindi un maggiore contatto con l’ossigeno. Per annata si intende quella in corso, l’ultima uscita, un vino che non abbia fatto un lungo affinamento e che dopo la vendemmia e la vinificazione abbia trascorso solo qualche mese in bottiglia.
Abbiamo fatto una riflessione in occasione dell’evento Falstaff White Wine Party, organizzato a Roma lo scorso 23 giugno. Situazione molto elegante e ben organizzata per incontrare aziende e assaggiare vini in una cornice eccezionale, come quella del Grand Hotel Plaza di Roma, un debutto e una conferma del grande interesse che il vino sta continuando a suscitare in vecchie e nuove generazioni.

Oltre 400 ingressi tra operatori del settore, rappresentanti della distribuzione romana, sommelier, media e wine lover. Protagonisti della giornata sono stati i 54 produttori provenienti da tutta Italia, chiamati a raccontare identità e interpretazioni differenti dei bianchi italiani. Più che una semplice degustazione, il White Wine Party si è trasformato in un momento di incontro tra mondi diversi, di professionisti, produttori, comunicatori e consumatori, che hanno condiviso una giornata dimostrando come il vino continui a rappresentare uno straordinario strumento di relazione, cultura e socialità.
Presenti ovviamente i fondatori di Falstaff Italia, Simon Staffler e Othmar Kiem, che insieme ai banchi di assaggio, hanno pensato anche a tre masterclass “Albana, l’underdog da scoprire”, “Super-Soave, il grande bianco veneto” e “La longevità del Gewürztraminer”. A quest’ultima abbiamo preso parte, spinti dalla curiosità di testare la possibilità di invecchiamento dei bianchi dell’Alto Adige.
Perché scegliere un bianco invecchiato
Molti appassionati, più o meno colti in materia, sono spesso scettici sulla scelta di un vino bianco che abbia fatto un lungo affinamento in bottiglia. Riconosciamo però, grazie agli assaggi nel corso degli anni, che in effetti alcuni vitigni possono regalare grandi emozioni. In passato i vini del nord Italia ed Europa erano i più predisposti all’invecchiamento. Avrete sentito parlare dei Riesling, ben noti in Alsazia, dove regnano temperature ben più fredde ed esposizioni e suoli diversi rispetto all’Italia.
Oggi però esempi virtuosi di invecchiamento li ritroviamo anche nel sud Italia, come per la varietà Carricante, vitigno molto interessante e che da poco si sta riscoprendo, grazie a sue qualità tipiche.

Da un punto di vista tecnico, durante questo riposo in bottiglia, che cosa succede? Al momento dell’imbottigliamento l’ossigeno disciolto nel vino viene intrappolato nel contenitore. Questo permette l’evoluzione degli aromi, da semplici a più complessi, nei bianchi il colore da verdolino diventa dorato e ambrato. Affidandosi alla bontà della chiusura, l’evoluzione corretta porterà a sentori ampi e stratificati, rendendo anche un vino bianco davvero importante.
Oggi parliamo del Gewürztraminer. Vitigno allevato principalmente in Alto Adige nella zona di Bolzano. Luogo in cui luce e sbalzi termici non mancano. Anche la morfologia del suolo tende a rendere questo vitigno aromatico unico al mondo. Come ormai noto, gli sbalzi termici aiutano a stabilizzare profumi e terpeni mentre il suolo, composto principalmente da elementi rocciosi e porfido, tende a stabilizzare acidità e mineralità. Poi la mano del produttore con la selezione in pianta dei grappoli, la quantità di produzione per ettaro, la lavorazione in cantina fanno la differenza. Tutto questo potremmo riassumerlo con il famoso termine terroir. Poter degustare Gewürztraminer invecchiati è veramente interessante, primo perché non ce lo aspettiamo e poi perché è un’occasione per aprire gli occhi su prodotti rispetto ai quali è facile essere discordanti.
Due assaggi. Annata e invecchiato
Gewürztraminer Kleinstein 2025, Cantina Bolzano, molto profumato con sentori di frutta a polpa gialla matura, ananas maturo, pesca tabacchiera, susina e albicocca, accompagnati da cenni minerali e freschi. Al sorso la morbidezza glicerica della frutta è bilanciata con eleganza dalla intensa acidità.
Per la versione invecchiata Gewürztraminer Nussbaumer DOC, 2011, Cantina Tramin. Vino elegante al naso, nessun cenno di cedimento con note ossidative. Profumi intensi di frutta matura, fiori e erbe aromatiche tendono la mano a cenni minerali di gesso. Qui il lavoro dell’ossigeno si fa sentire con leggeri sbuffi di idrocarburo. Sorso avvolgente e intenso. Vino quasi masticabile, vista la consistenza, e ancora ricco di una grande presenza acida. Lunga la persistenza. Dovremmo provarlo tra qualche anno.


L’incontro è stato moderato da Stephan Filippi di Cantina Bozen e Willi Stürz di Cantina Tramin, per la prima volta insieme.
Foto concesse dall’ufficio stampa – credits Herb_Media



