Vino e cibo si incontrano in nome della qualità.
Pipero e Gambero Rosso protagonisti.
Una cena gemellata, Pipero il ristorante stellato a Roma e Gambero Rosso con la guida dei vini.

A cura di Giuseppe Carrus le scelte delle quattro aziende che hanno animato la serata lo scorso 13 ottobre, per affiancare i piatti del ristorante romano, vero tempio del piacere.

Le aziende scelte appartengono a una nicchia di altissima qualità di mercato, provenienti da zone specifiche del territorio da nord a sud fino alle isole.
La Masterclass
Un viaggio enoico che Carrus ha concluso dopo varie riflessioni sui produttori e la territorialità in diverse versioni.
Cà Rugate di Montecchia di Corsara, in provincia di Verona.
Cantina Roeno sempre in zona veronese, a Brentino Belluno.
Ci spostiamo con Umani Ronchi nelle Marche nel paese di Osmo e per finire la storica Sella&Mosca nella Gallura, Alghero, con i suoi oltre 500 ettari monovigna, regina della Sardegna.

Degustazione guidata da Giuseppe Carrus con la collaborazione dei rispettivi produttori presenti alla serata.
4 vini per ogni azienda
Ciascuna azienda ha portato uno spumante, un bianco, un rosso e un vino dolce.
Ogni bottiglia proposta meriterebbe una degustazione e una nota a parte, ma per brevità abbiamo scelto un’etichetta per ogni tipologia di vino.

Lo spumante
Per lo spumante un occhio di riguardo va al 50 mesi sui lieviti, Amedeo 2018, Cà Rugate, con sboccatura 2023, da uve Durella, in località Brenton, con terreni di origine basaltica (ricchi di minerali).

Il suo perlage è fitto, fine e persistente, un vino fragrante con l’ottima spalla acida che accompagna sensazioni gliceriche della frutta a polpa bianca e gialla, susina e pesca, si susseguono le note floreali (fiori bianchi), note di pasticceria e candito.
Elegante nella sua struttura e molto lungo al sorso.
Il bianco
Tra i bianchi il cuore va a Umani Ronchi, Verdicchio dei Castelli di Jesi, Classico Superiore Historical 2020.

Vino elegante e complesso dall’affascinante colore giallo dorato.
Ottima la freschezza perfettamente bilanciata con la polpa gialla del frutto, pesca matura, susina e melagrana.
Ampi gli sbuffi minerali e le erbe aromatiche.
Al palato acidità e frutto si equilibrano e portano il sorso a una persistenza tipica, finale vibrante e decisamente sapido.
Il rosso
Il vino rosso che ci conquista è Enantio 1865 Riserva, 2016, Roeno.

Le uve Enantio provengono da una vigna prefillosserica, allevata a doppia pergola trentina.
Nel calice si sprigionano profumi ricchi di frutto piccolo di bosco, cenni di sottobosco, humus, terra, erbe aromatiche che cedono il passo a note scure di cacao amaro e tabacco.
Al naso è spiccata l’acidità, nonostante il tempo, tutto accompagnato da una intrigante trama tannica.
Il dolce
Il vino dolce che ci appaga e acquieta la mente è quello di Sella&Mosca, etichetta storica, integra, intatta.
Arriviamo quindi in Sardegna dove il vino dolce lo fai se ci credi davvero.
Vino liquoroso Anghelu Ruju, 2009, da uve Cannonau appassite (lungo è stato il parallelismo con il Porto dei portoghesi).

In questo vino la fermentazione viene bloccata con l’abbassamento della temperatura e poi l’aggiunta di alcol.
I profumi spaziano dalla frutta in confettura, bosco, cenni di spezie, tabacco e cacao amaro, lieve balsamicità.
Al gusto elegante, cremoso, di grande spessore, con caratteristiche morbide e speziate che regalano rotondità di beva.
Grazie alla lunga persistenza si abbina bene al cioccolato anche dolce, oppure ottimo da bere in solitudine.

Lo abbiniamo a un ottimo dessert proposto da Pipero a base di “sassi” di cioccolato, simili a caramelle, con spruzzi di caffè e spuma di latte. Invitante, semplice, essenziale.






