Vino, persone e territorio: alla Mazzone Boutique Winery serata dedicata al rosato pugliese
- L’Italia e i Paesi del Mediterraneo hanno lavorato alacremente sul versante del patrimonio di varietà delle viti, insieme al pane ed all’olio.
- E’ proprio in questa regione che è nato il rosato, senza fare paragoni con i vini provenzali.
- È un risultato che ci ha sorpresi, emozionati e resi profondamente orgogliosi.
- La Puglia dei vini non si visita soltanto: si attraversa con rispetto, si ascolta nei racconti dei viticoltori, si contempla nei suoi paesaggi.
- Al palato, il Dandy Rosato si rivela fresco e sapido, con un’acidità ben bilanciata che gli conferisce dinamicità e una bevanda agile.
- Michele Peragine – Giornalista RAI: Pensando all’estate di Bruno Martino, mi verrebbe da chiederle: Antonella cosa rende il Dandy Rosato 2025 così speciale e cosa ha trovato in lui di tanto bello?
- Michele Peragine: Nicola Di Lernia i Rosati si vendono anche nel periodo invernale?
- Michele Peragine: Francesco lei è il ginecologo della terra, mi verrebbe da chiederle come nasce il Dandy e perché si chiama così?
Il patrimonio dei vitigni risale all’alba dei tempi. La famiglia delle vitacee è comparsa sulla Terra circa 140 milioni di anni fa.
L’Italia vanta il più grande patrimonio genetico che nessun paese al mondo può eguagliare.

In Italia esistono circa duemila varietà di cui i principali vitigni coltivati, pare siano sorti con vitigni indigeni, e con vitigni importati dal vicino Oriente mediterraneo, greco e asiatico.
La Regione Puglia ha conquistato oramai da tempo, una posizione centrale all’interno della produzione di qualità vinicola presente in Italia.
L’Italia e i Paesi del Mediterraneo hanno lavorato alacremente sul versante del patrimonio di varietà delle viti, insieme al pane ed all’olio.

Per numero di tipologie, varietà allevate e vivacità produttiva, presente anche in areali più piccoli ma non meno importanti sul fronte qualitativo, la Regione Puglia è diventata un approdo sicuro per tutti gli appassionati e gli operatori del settore vitivinicolo.

Il vino pugliese oltre alle qualità organolettiche unisce anche il merito di valorizzare il territorio, il vitigno, la tecnica di produzione o l’attenzione all’ambiente.
Nel cuore della Puglia, l’Azienda Agricola della famiglia Mazzone in agro Ruvo di Puglia (BA), custodisce, coltiva con passione e rispetto per la natura, vitigni autoctoni che raccontano la storia e l’identità del territorio.

Dalla tradizione contadina fino alla produzione di vini biologici di alta qualità, il loro lavoro è fatto di dedizione, rispetto per la terra e valorizzazione delle radici del territorio, un lavoro scritto con le mani, la forza della natura e la volontà di creare vini autentici.
Venerdì 31 luglio 2026, la Mazzone Boutique Winery di Ruvo di Puglia (Ba), ha ospitato una serata dedicata al rosato pugliese e al suo valore culturale, produttivo e territoriale, con un focus sul Nero di Troia e sulle sue potenzialità espressive.

E’ proprio in questa regione che è nato il rosato, senza fare paragoni con i vini provenzali.
La Puglia da sempre ha costruito un’identità forte, come lo sono i vini pugliesi.
Al centro della conversazione, il percorso che ha portato il Dandy Nero di Troia Rosato 2025 dell’Azienda Agricola Mazzone, a conquistare il primo posto nella guida 100 Best Italian Rosé 2026, e a spiegare il significato più profondo, che un vino può esprimere in relazione al territorio e alle persone che lo rendono possibile.

Francesco Mazzone titolare della Boutique Winery Mazzone: Nel 2014 abbiamo iniziato a produrre vino, ma il nostro rosato nasce dopo dieci anni, nel 2014.
Continuiamo a innovare nel rispetto della nostra identità, offrendo vini che raccontano la nostra passione e il legame profondo con la nostra terra.
Quest’anno Dandy Nero di Troia Rosato 2025 ci ha regalato una gioia grande: il riconoscimento come primo classificato nella guida 100 Best Italian Rosé 2026.

È un risultato che ci ha sorpresi, emozionati e resi profondamente orgogliosi.
Per questo abbiamo scelto di dedicargli una serata che non fosse solo celebrativa, ma capace di raccontare cosa c’è dietro una bottiglia di vino: la vigna, il tempo, il lavoro quotidiano, le scelte, i dubbi e la passione.
Da una parte cresce la qualità media complessiva, grazie a vini che riescono a ben interpretare le varietà di partenza e il territorio di origine, ma dall’altra l’accelerazione dei vini rosati, testimonia come l’eccellenza, in tutti i suoi aspetti, sia un obiettivo che da sempre metto in cima ai miei pensieri, lontano dalle logiche di mercato”.
Geografia, storia, clima e tradizioni sono tessere di un mosaico nel quale la viticoltura ed enologia pugliese ha disegnato i suoi paesaggi, custodito antichi saperi insieme a varietà autoctone che ne descrivono il carattere, e le sue sfumature, più di mille parole.
I terreni dell’Alta Murgia sono calcarei e argillosi, esposti a ventilazione costante e ad escursioni termiche significative che conferiscono qualità ai vini.
Il talk ha rappresentato un’importante occasione per far conoscere la ricchezza e il valore del settore vitivinicolo ruvese.

Sindaco Di Ruvo di Puglia Pasquale Chieco: “Le aziende vitivinicole non svolgono solo un’azione importante per l’agricoltura e per il tessuto produttivo caratteristico della loro attività, ma hanno un ruolo fondamentale per la narrazione di un territorio e della sua storia.
Ci sono molte cantine in Italia attraverso le quali viene conosciuto il luogo nel quale è prodotto quel vino.
Ecco, noi vorremmo che le cantine ruvesi e della Puglia, fossero anche il veicolo di conoscenza del nostro territorio in Italia e nel mondo.
Le aziende dimostrano che c’è una Puglia che continua a crescere e noi dobbiamo aiutarla, non creando problemi ma costruendo un contesto istituzionale che favorisca i loro sforzi”.
La Puglia dei vini non si visita soltanto: si attraversa con rispetto, si ascolta nei racconti dei viticoltori, si contempla nei suoi paesaggi.

E’ una terra che nasce dal tempo e dal mare, e continua a custodire la propria identità con forza e autenticità.
I rosati sono sempre stati sottovalutati, in molti pensavano nascessero dalla miscelazione di vini bianchi e rossi, altri che solo i rosati provenzali fossero di qualità, ma negli ultimi anni la vendita dei rosati è aumentata del 25%, ritagliandosi uno spazio importante e prestigioso sui mercati nazionali ed internazionali, soprattutto negli Stati Uniti, conquistando i palati più esigenti e la critica.
Le sfumature cromatiche derivano dalla vinificazione in rosato o macerazione a freddo, ossia le uve di Nero di Troia vengono sottoposte a una breve macerazione sulle bucce, che può durare poche ore (6 ore) o al massimo un giorno, permettendo di estrarre il colore e gli aromi primari.
Un vino sorprendentemente sapido che si distingue per il suo colore brillante, un rosa cerasuolo intenso o un corallo delicato.
Al naso, emerge un bouquet aromatico stratificato, con note di piccoli frutti rossi freschi come fragola, lampone e melograno, spesso accompagnate da sentori floreali di rosa e viola, e talvolta da leggere sfumature speziate o balsamiche, tipiche del Nero di Troia.

Al palato, il Dandy Rosato si rivela fresco e sapido, con un’acidità ben bilanciata che gli conferisce dinamicità e una bevanda agile.
La sua struttura è elegante, con un finale persistente che invita a un altro sorso.
Il Nero di Troia è sempre stato considerato come fosse un vitigno figlio di un Dio minore, ma ha ottenuto un riconoscimento importante: 1 classificato nella guida Best Italian Rosè 2026.
Un vino che riesce a raccontare il vitigno con una sfumatura diversa.
Una storia poetica e affascinante che si riflette in maniera eccezionale in tutte le etichette prodotte dalla cantina di Francesco Mazzone: il Nero di Troia, con il suo carattere elegante e strutturato, il Minutolo, aromatico e raffinato, la Malvasia bianca, morbida ed equilibrata, e il Bombino bianco, fresco e vivace, danno vita a vini autentici di grande personalità, e anche il suo vino rosato di punta, Dandy Rosè, non fa eccezione.
Ogni bottiglia è il risultato di una viticoltura interamente biologica, che esprime al meglio la ricchezza della nostra terra.
Il Dandy Rosato 2025 non è solo un grande vino, ma un ambasciatore del potenziale straordinario del rosato pugliese e della dedizione della famiglia Mazzone.
Un vino che conquista solo guardandolo grazie ad un bel colore rosso corallo, luminoso e brillante.
A condurre la serata il giornalista RAI Michele Peragine, e le curatrici della guida, “100 Best Italian Rosé 2026” Antonella Amodio, Adele Granieri e Chiara Giorleo.
Michele Peragine – Giornalista RAI: Pensando all’estate di Bruno Martino, mi verrebbe da chiederle: Antonella cosa rende il Dandy Rosato 2025 così speciale e cosa ha trovato in lui di tanto bello?
Freschi, profumati e perfetti per ogni occasione: i vini rosé pugliesi sono l’essenza dell’estate e della convivialità. Il rosato oggi è alla moda, e fa tendenza.
Il rosato, sempre più emblema di una Puglia in grande fermento, vive forse il suo momento migliore perché ha superato i pregiudizi di chi immaginava fosse fatto mescolando vino bianco e rosso, di chi pensava fosse un surrogato di un rosso adatto ad essere bevuto ghiacciato nelle torride serate estive, e di chi seguiva le tonalità che il mercato cercava in quel momento.
Ha vinto affermando la sua identità e mostrando le sue sfumature, quelle che daranno nuove prospettive alla versatilità dei vitigni, legandosi indissolubilmente al territorio.
Il Dandy Rosato è un vino equilibrato, armonioso, ha un colore carico, affascinante.
All’assaggio ha una verticalità e armonia tanto raro da meritare il 1 posto.
E’ un vino vero, autentico. L’autenticità fa la differenza ed una personalità che il vino fa emergere nel bicchiere.
Un vino vero, autentico che ha messo d’accordo tutti.
I Rosati non hanno genere, perché i Rosati hanno una personalità.
Il progetto di Francesco è un progetto che non parla solo dei suoi vini, bensì anche del suo territorio, un territorio che si associa al vino.
Michele Peragine: Nicola Di Lernia i Rosati si vendono anche nel periodo invernale?
Certo, i Rosati si vendono anche nel periodo invernale.
Non è più un vino stagionale, da bere solo d’estate, ma una tipologia capace di accompagnare con eleganza un’ampia varietà di piatti e occasioni.
La guida ha dato una mano al prodotto, ma è sempre il consumatore finale a decretare il gusto e la richiesta al fine di promuovere il territorio.
I profumi dei migliori rosati pugliesi sono stupendamente freschi e fragranti.
Michele Peragine: Francesco Mazzone come si posiziona il vino rosato pugliese e perché piace tanto?
La Puglia è terra di Rosati, la storia dei rosati pugliesi parte da lontano.
Furono probabilmente i coloni greci a insegnare ai contadini salentini come ottenere questi vini con il sistema “a lacrima”, sottoponendo a delicata pigiatura le uve nere raccolte in sacchi, in modo da farle lacrimare.
Tale tecnica consentiva di ottenere il mosto fiore da avviare alla fermentazione alcolica, senza ulteriore contatto con le bucce.
La legge oggi vieta ai Paesi vitinicoli di ottenere un rosato attraverso la mescolanza di uve bianche e nere o di vini bianchi e rossi.
Molti rosati pugliesi sono ottenuti da uve di un solo vitigno.
La produzione di rosati di qualità richiede necessariamente che si utilizzino solo uve a bacca nera e solo uve di vitigni vocati per tale tipo di lavorazione.
La produzione in zone vocate, le rese contenute, la raccolta di uve sane e mature al punto giusto, creano i presupposti perché il lavoro di cantina possa giungere a risultati di alto livello.
Michele Peragine: Francesco lei è il ginecologo della terra, mi verrebbe da chiederle come nasce il Dandy e perché si chiama così?
L’Uva di Troia è un vitigno molto esigente, con una maturazione tardiva. La sua vera forza risiede nel terreno calcareo e nelle escursioni termiche delle colline pugliesi.
Spesso affiancato a Primitivo e Negroamaro, il Nero di Troia si distingue per una struttura austera e raffinata, con una gradazione alcolica tra 13 e 14 gradi.
E’ un vino che vanta un colore molto intenso e una tannicità spinta, accanto ad un’elevata carica polifenolica, e un’eleganza che lo rende adatto ai lunghi affinamenti grazie alle caratteristiche attribuite ai tannini.
Dandy è accattivante e, il nostro obiettivo è stato quello di produrre vini giovani. All’epoca volevamo entrare nel mercato dei vini al calice.
Dandy per seguire uno stile, lo stile per eccellenza.
E lo stile, si sa, non è qualcosa che si costruisce facilmente. E’innato, ciascuno di noi possiede il suo.
Seguiamo la filosofia dandismo di Oscar Wilde, cura e attenzione al bello, all’eccentrico senza esagerazioni, puntiamo alla qualità.
Il dandismo è uno stile di vita e va ricercato in ogni dettaglio, ricerchiamo la bellezza assoluta.
Michele Peragine: Dunque, un’indentità che deve mantenere le caratteristiche cromatiche.
E’ lapalissiano che lei, Francesco, non ama subire le mode, ma le impone.
Dagli alberi buoni, nascono sempre buoni frutti.
PER ASPERA AD ASTRA!
Mazzone Boutique Winery di Francesco Mazzone
SP 22 Ruvo- Palombaio 460°
70037 – Ruvo di Puglia – BA – ITALY



