Vino rosato. Un mondo che cresce nel solco della qualità

Vino rosato. Un mondo che cresce nel solco della qualità

Vino rosato. Un mondo che cresce nel solco della qualità

Molto curata e dettagliata la quindicesima edizione dell’evento organizzato da Cucina&Vini, Bere Rosa 2026, la degustazione dedicata al mondo del vino rosato.

Nella storica villa dell’Appia Antica dell’omonimo parco si è svolta l’annuale degustazione di vini rosati, lo scorso 2 luglio.

Nella cornice verde e sconfinata della villa, una serie di banchi di assaggio che hanno permesso una serie di assaggi distesa e piacevole, capace di mettere in contatto produttori e consumatori in modo conviviale e diretto.

Un grande flusso di pubblico, enoappassionati e tecnici che hanno potuto spaziare in un modo, quello del rosato, che cresce, parlando senza filtri e complessità, puntando a una comunicazione alla portata di tutti.

La Mongolfiera
La Mongolfiera

Ampia la scelta, con vini fermi, spumanti, charmat e metodo classico di tutte le regioni d’Italia.

Nell’afa estiva capitolina il rosato prende il sopravvento.

Servito ben freddo e magari accompagnato da un cibo non troppo complesso, questo vino trova il suo habitat naturale.

Molte varietà di uve a bacca rossa sono l’ideale per la produzione, ne citiamo solo alcune come Susumaniello, Nero d’Avola, Bombino Nero, Sangiovese, Syrah e l’immancabile Pinto Nero.

Per la parte tecnica su come si fa un vino rosato, rimandiamo all’articolo scritto dalla collega Maria Rosaria Ruocco, al link vini rosati

Francia e Italia

La qualità dei nostri vini si avvicina molto ai prodotti della Provenza, fatti con uve Grenache, Syrah e Cinsaut.

La trama dei vini francesi è molto delicata, fresca, sono vini persistenti e ricchi di acidità, spesso il colore è rosa tenue.

I rosati italiani iniziano ad avere diverse connotazioni, hanno grandi caratteristiche identitarie e risentono in parte delle condizioni climatiche che ogni anno si affacciano sui nostri territori.

Per questo il contatto con le bucce regala effetti diversi, come tinte più calde, sentori più incisivi, netti, tratti al gusto quasi da vino rosso.

Diamo qualche esempio di quello che abbiamo assaggiato.

Spumante Metodo Classico, Pinot Nero, Keittmeir, prodotto in Alto Adige. Ottimo perlage fine e persistente, profumato di lampone, mirtillo, ribes, accompagnati da erbe aromatiche. Richiama al sorso fresco e leggermente minerale.

Kettmeir
Kettmeir

Un classico, Alta Langa Docg Rosè, Cuvèe Aurora, 2021, Banfi, un millesimato fatto con uve Pinto Nero in purezza. 30 mesi di permanenza sui lieviti, al colore rosa tenue, perlage fine e molto persistente, profumi floreali e cenni di frutti di bosco, mirtilli, mela. Sensazioni leggere di pasticceria. In bocca elegante, raffinato, di corpo presente e decisa freschezza. Effervescenza che lascia il palato molto pulito.

Alta Langa Banfi
Alta Langa Banfi

Riviera del Garda Classico Doc, Valtenesi Chiaretto, Roseri, 2025, CaMaiol. Da varietà Groppello, Marzemino, Barbera, Sangiovese, Rebo, tutte presenti nella regione che vanno a comporre un vino molto specifico. Elegante e fresco, un mix di struttura, colore, note di frutti di bosco rossi, erbe aromatiche, vegetale, vena sapida nel finale. Complesso e raffinato.

CaMaiol Roseri Chiaretto
CaMaiol Roseri Chiaretto

Dell’azienda Bosco alle Vigne, in Toscana, assaggiamo Costa Toscana Rosato Igt, Quasi Quasi, 2025, da uve Syrah e Merlot, un blend fatto nella rinomata zona di Bolgheri. Colore rosato intenso, dominanza olfattiva data dai frutti di bosco e erbe aromatiche con una leggera folata balsamica. Al gusto ben bilanciato tra freschezza e presenza glicerica. Bella la persistenza.

Bosco alle Vigne
Bosco alle Vigne
Bosco alle Vigne - Bolgheri
Bosco alle Vigne – Bolgheri

Andiamo in Puglia, Castel del Monte Docg, Origine, 2025, Vignuolo. Da uve Bombino Nero, un sorso molto fresco e ricco di sentori mediterranei, dal fiore all’arbusto, sensazioni sabbiose e sferzata vegetale.

Origine Puglia
Origine Puglia

Rosato Igt Lazio, Rosè, 2025, Walter Spallotta, da uve Syrah in purezza. Siamo nel Lazio, in provincia di Velletri. L’azienda nasce da un’idea del nonno nel 1928, e oggi il marchio rappresenta un ringiovanimento della produzione con vini più decisi e identitari. Rosa tenue, al naso ricco di frutta rossa e cenni di agrume. Al gusto fresco e beverino, con ricche scie sapide.

Walter Spallotta - Rosè
Walter Spallotta – Rosè

Brevi conclusioni

Il mondo del rosato continua a crescere, proponendo qualità e territorialità capace di essere presente sulle tavole con dignità e apprezzamento.

Un vino che non è più da bordo piscina o da festa estiva, ma va studiato e apprezzato con un approccio meno semplicistico.

Molto adatto agli abbinamenti, si accompagna a tutto il pasto con grande versatilità.

 

 

 

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Romano di origine, conosco ogni angolo di Trastevere e dintorni e da sempre amo il buon cibo e il buon bere. Da piccolo mi piaceva studiare ma anche lavorare e viaggiare. Terminati gli studi, ho iniziato l’arte della panificazione, aprendo poi un’attività insieme ai miei fratelli, una pizzeria al taglio proprio dietro San Pietro. Luogo magnifico e pieno di risorse, dove passano ogni giorno migliaia di turisti. Ho ampliato l’attività integrando l’offerta con piatti freschi del giorno, tutto take away, o da consumare sul posto ma rigorosamente in piedi. La bontà della pizza e la nostra simpatia hanno contribuito a creare un ambiente solido e piacevole, dove tutti vengono, sapendo di trovare accoglienza e prodotti di prima qualità. Con il tempo mi sono appassionato al vino e ho iniziato un viaggio che mi ha portato a conoscere la realtà Bibenda. Nel 2014 mi sono diplomato sommelier Ais e Fis e nel 2024 ho conseguito il Master, acquisendo sempre maggiori conoscenze nel mondo del vino. Amo degustare buone bottiglie e cercare sempre nuovi stimoli. Per questo viaggio e assaggio, senza pregiudizi e aprendomi a tutto quello che la vita offre.
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