Vinoforum 2025: un viaggio tra eccellenze enologiche
Vinoforum 2025 si conferma come uno degli appuntamenti più attesi nel panorama enogastronomico italiano.
Un evento che celebra il vino in tutte le sue sfumature, accogliendo produttori, appassionati e professionisti da tutto il mondo.
Quest’anno la manifestazione si è svolta nella verdissima Piazza di Siena all’interno di Villa Borgese, location eccezionale nel cuore di Roma.
Tra gli stand più affascinanti di questa edizione spiccano quelli dedicati alla Spagna e alla Calabria, due territori molto diversi ma ugualmente ricchi di storia, tradizione e innovazione vitivinicola.
Lo stand della Spagna: profumi di Galizia
La Galizia, regione nord-occidentale della Spagna, ha conquistato i visitatori con i suoi vini freschi e minerali. Protagonista assoluto è il vitigno Albariño, coltivato con il tradizionale sistema a pergola nella zona delle Rías Baixas. I vini presentati, come il O Fillo da Condesa, si distinguono per la loro spiccata acidità e i sentori fruttati di lime, mela verde e pera. L’affinamento sui lieviti fini per almeno cinque mesi conferisce struttura e complessità, rendendo ogni sorso un’ interessante esperienza sensoriale.

Calabria Straordinaria: un patrimonio da scoprire
La Calabria è stata protagonista a Vinoforum con il progetto Calabria Straordinaria, promosso dal Dipartimento Regionale Agricoltura.
Lo stand offre un percorso di degustazione con 120 etichette che raccontano la biodiversità e la ricchezza del territorio calabrese.
Dai vitigni autoctoni alle tecniche di vinificazione moderne, ogni calice è un tributo alla tradizione e all’innovazione.
Un’iniziativa che rafforza la presenza della regione nelle fiere di settore, valorizzando le sue eccellenze enogastronomiche.
Tra i tanti stand, per la maggior parte di distributori, si sono distinti ai miei occhi due produttori presenti in proprio con i loro vini eccellenti e la loro storia di ricerca e passione.

Cantina Zymé: il tempo giusto per il vino
La Cantina Zymé di Celestino Gaspari ha colpito per la sua filosofia produttiva profonda e coerente.
Il nome “Zymé”, che significa “lievito”, è simbolo di fermento, trasformazione e vita : un perfetto riflesso della visione del suo appassionato fondatore.
In degustazione:
- Amarone 2018, ottenuto da un appassimento di 100 giorni ed un affinamento di cinque anni in botti di rovere di Slavonia e due in bottiglia, è un vino di grande struttura e profondità e rappresenta una delle eccellenze della cantina.
- Kairos, un vino unico nel suo genere, prodotto da 15 varietà di uve, di cui 4 bianche. Affinato per tre anni in barrique di primo passaggio e successivamente per almeno sei anni in bottiglia, si presenta con un colore rosso rubino dai riflessi granati.
Al naso sprigiona un bouquet complesso di frutta, fiori e note minerali, mentre al palato è ricco e stratificato, con un susseguirsi armonico di confettura, sottobosco, tabacco e spezie dolci, sostenuto da una spiccata mineralità. Il finale è lungo, elegante e avvolgente.
La Cantina è nota per l’ancora più famoso Harlequin, vino iconico prodotto sempre da 15 uvaggi diversi ma solo nelle annate eccezionali. Una degustazione che, ne sono certa, vale il viaggio fino alla cantina di San Pietro in Cariano, in provincia di Verona.

Podere Gagliassi: eleganza e autenticità
La cantina Podere Gagliassi ha portato a Vinoforum la sua interpretazione autentica del territorio. Con una produzione attenta alla qualità e alla sostenibilità, i suoi vini raccontano storie di passione e radici profonde. Ogni bottiglia è il risultato di una selezione rigorosa e di un lavoro enologico meticoloso. In assaggio:
- La Barbera, che si distingue per la sua vivace acidità e il profilo fruttato, con note di ciliegia matura e spezie leggere. Un vino versatile, capace di esprimere freschezza e struttura, ideale per accompagnare piatti della tradizione.
- Il Nebbiolo, rivela l’eleganza tipica del vitigno: tannini ben integrati, profumi di rosa appassita, liquirizia e sottobosco. Un vino che evolve nel calice, raccontando la complessità del territorio da cui proviene.
- il Barolo di Podere Gagliassi rappresenta l’apice della produzione: austero e profondo, con un lungo affinamento che ne esalta la struttura e la longevità. Al naso emergono sentori di cuoio, tabacco, spezie dolci e frutta rossa sotto spirito, mentre al palato si impone con eleganza e persistenza.

Vinoforum 2025 si conclude lasciando nel calice il gusto delle eccellenze e nel cuore la voglia di continuare a scoprire il mondo del vino, tra territori, storie e passione autentica.



