“Vitovska, tutti i suoi colori”: le mille sfumature di un vitigno di carattere
La masterclass dedicata alla Vitovska ha messo a nudo la forte duttilità di un vitigno di frontiera. Un vitigno che, tra colori e stili di vinificazione, custodisce il cuore del Carso e ne rivela l’essenza: il vento, la terra ferrosa e il mare forgiano il carattere di etichette mai scontate.
Un territorio unico, un solo vitigno e migliaia di sfumature. La Vitovska, protagonista della masterclass “Vitovska, tutti i suoi colori”, si è presentata nella sua essenza, con quel carattere riconoscibile tra molti, forse moltissimi calici.
Condotta da Maurizio Bellafontana, la degustazione organizzata in occasione della recente edizione del Vinitaly, ha messo a nudo la trama inconfondibile di un vino di frontiera. Un vino dall’anima camaleontica che resta tuttavia fedele alla propria anima; un vino dalla sapidità e freschezza quasi sferzanti ereditate dal Carso. I 70 ettari coltivati tra l’Italia e la Slovenia, custodiscono infatti un’uva dal camaleontico potenziale espressivo: dalle bollicine charmat a vini passiti, passando per orange wines e vini pensati per essere più immediati.
Un percorso sensoriale tanto inusuale quanto coinvolgente, che ha saputo regalare suggestioni di territorialità attraverso un’affascinante policromia gustativa.

Le etichette

Vitovska 2024 – Stoka.
Un metodo charmat tutt’altro che scontato questa bottiglia dal percorso gustativo interessante. Il naso, infatti, è un ben riuscito mosaico di note floreali di zagara e camomilla, e di nuances calcaree e minerali. Fa da trait d’union un bouquet di frutta croccante a pasta gialla e bianca. La bocca è tanto sapida quanto fresca. Un calice inaspettato, dalla sinuosità non usuale.
Vitovska “Vitnik” 2022 (brut nature) – Cotova Klet.
La complessità del metodo Champenois si fonde appieno con il carattere del vitigno. Nonostante i tre anni sur-lies, le note di affinamento sui lieviti non sovrastano la scena olfattiva, impreziosita da note evolute che vanno dalla crosta di pane alla pasticceria, dalla frutta secca alle spezie. Al palato è una lama di freschezza: l’attacco è teso, verticale, quasi tagliente. La bollicina cremosa avvolge il palato, rivelando una struttura sorprendente e una sapidità quasi salina che rende il sorso incredibilmente lungo e persistente.
Vitovksa 2019 – Cotova Klet.
All’olfatto intriga con note minerali, di albicocca matura, erbe aromatiche mediterranee, pepe bianco e abbrivi quasi fumé. All’assaggio, si rivela in equilibrio tra moderata morbidezza e abbrivi di salinità iodata in chiusura. Un sorso persistente, ma mai eccessivo. Un vino di interessante tensione gustativa e di grande versatilità a tavola.
Vitovksa 2024 – Vrabec.
Questa bottiglia si presenta con un pot-pourri armonico di mineralità a tratti marina, note vegetali di foglia di pomodoro e thè verde, nuances dolci di cioccolato bianco sorrette tuttavia da una elegante trama balsamica. Il sorso è un piacevole saliscendi di morbidezza glicerica e di freschezza, che rivela l’affinamento di parte della massa (20%) in barrique usate. Una etichetta che lascia immaginare il potenziale della Vitovksa, nonostante la breve macerazione di 12 ore.
Vitovksa 2024 – Stoka.
Il bouquet si ispessisce, rispetto alle precedenti bottiglie, di quella complessità aromatica derivante dal contatto di 2-3 giorni con le bucce. Si individuano quindi note di mela cotogna, ottone, erbe aromatiche che si avviano al balsamico e al pepato. La mineralità e la sapidità restano il leit motiv dell’olfatto e della bocca, che si impreziosisce di una delicata trama tannica sul finale.

Vitovksa “Pestige” 2021 – Vinakras.
Il colore dorato del calice lascia presagire la macerazione di una settimana e l’affinamento di due anni in barrique usate. L’olfatto conferma la vista con chiari rimandi di vaniglia, boisé, speziatura fine che tendono a sovrastare, a volte, il quadro gustativo. La bocca è coerente con il naso, con una morbidezza capace di compensare la freschezza propria del vitigno.
Vitovksa “Superior” 2018– Colja Vino.
La macerazione di 14 giorni conferisce un colore giallo dorato intenso e quella complessità varietale che si è soliti abbinare alla Vitovska. Il naso, infatti, è un tripudio di sensazioni: foglia di the verde, erbe aromatiche mediterranee, cappero e mineralità iodata. In secondo piano, note di speziatura fine e boisé rendono tridimensionale il calice. La bocca è un riuscito equilibrio di eleganza e compostezza, per un sorso armonico e pieno.
Vitovksa “La Marie” 2019 – Vinakras.
Alla vista, il giallo dorato intenso fa immaginare la lunga macerazione (di 30 giorni) in tino (50%) e uova di cemento (50%). Il bouquet gioca tra note dolci di miele millefiori, albicocca disidratata, fichi secchi, e altre dai ricordi balsamici e resinosi. Il sorso riserva un dualismo morbidezza/sapidità che si chiude in un retrolfatto dai rimandi di lievito e caramello.
Vitovksa “eXtrem” 2013– Colja Vino.
L’ampiezza e la complessità dominano la scena olfattiva di questa etichetta, che rivela sin da subito il contatto di 76 giorni sulle bucce e un invecchiamento in barrique di 8 anni. Numerose le nuances riconoscibili che si fondono in tutto integrato senza mai risultare ridondanti: mela cotogna, pomodorino secco, mallo di noce, smalto e idrocarburo sono in simbiosi perfetta con un altrettanto ricca declinazione di sfumature resinose. La bocca è piacevolmente tesa, con una sapidità e freschezza ben gestite e capaci di conferire alla bevuta lunghezza e tridimensionalità.
“Vita” 2019 – Vinakras.
Una interpretazione “dolce” che conferma la verve e la duttilità della Vitovksa. Nonostante la macerazione di un mese e l’affinamento di 48 mesi in legno, questa etichetta colpisce infatti per la riconoscibilità del vitigno anche in un naso iper-concentrato. Note iodate e di prugna secca si accompagnano a quelle di caffè, fichi essiccati, vernice, miele e sottobosco. La beva è percorsa da una sufficiente sapidità che sorregge il sorso e rende non stucchevole il bicchiere.
Cinque vignaioli caparbi, capaci, appassionati. Cinque amici che si battono costantemente per preservare la biodiversità e l’identità della Vitovska, che ha sempre la capacità di incuriosire. Che si tratti di un vino giovane o di uno maturo, di una bevuta disimpegnata o di un calice gastronomico, questo vitigno è infatti in grado di portare alla luce il cuore di un territorio. Bora, un sottile strato di terra rossa e ferrosa appoggiata sul calcare eroso dal mare e dal vento del Carso. Pochi elementi per una infinità di sfumature racchiuse in grappoli che profumano di storia e di tradizioni.



