Viva la Pappa col pomodoro 

PAPPA AL POMODORO

Viva la Pappa col pomodoro 

La pappa al pomodoro è un comunissimo piatto toscano basato sul riutilizzo del pane raffermo adatto a grandi e piccini.

La sua conoscenza travalicò i confini regionali quando ad inizio del secolo scorso Luigi Bertelli, (scrittore giornalista e poeta italiano, conosciuto con lo pseudonimo di Vamba) nel 1912 pubblicò il libro “Il giornalino di Gian Burrasca”.

Il libro è scritto in forma di diario, con la storia ambientata prevalentemente in Toscana ed in parte a Roma.

Gian Burrasca e la pappa al pomodoro

Giannino Stoppani è il figlio minore ed unico maschio di un’agiata famiglia fiorentina, ribattezzato con il soprannome di “Gian Burrasca” a causa del suo comportamento molto irrequieto.

Negli anni questo nomignolo diventò proverbiale e fu largamente usato per indicare un ragazzino indisciplinato.

Nel tempo il testo di Vamba ispirò molti artisti tanto che nel 1943 Gian Burrasca diventò un film diretto da Sergio Tofano con Mimmo Battaglia.

Dopo il film la serie televisiva

Successivamente Il giornalino di Gian Burrasca divenne uno sceneggiato televisivo di grande successo trasmesso in otto puntate dalla RAI,  il sabato sera dal Dicembre 1964 al Febbraio 1965, replicato nel 1973, nel 1982 e nel 2012.

In occasione della trasposizione televisiva di questo libro, Rita Pavone (che interpretava Giannino) cantò la celebre canzone “Viva la pappa col pomodoro”, scritta da Lina Wertmüller e musicata da Nino Rota, facente parte della colonna sonora dello sceneggiato.

Tutta questa lunga introduzione mi è servita per giungere al successo mediatico che ebbe Rita Pavone, con la canzone “Viva la pappa con pomodoro” tanto che il piatto povero toscano divenne una ricetta di successo, quasi alla moda.

Dalla zona fiorentina la Pappa col pomodoro si è diffusa in tutta la regione con alcune varianti basate in ogni famiglia nella tempistica dell’esecuzione o negli ingredienti.

La tradizione la vuole con l’aglio, ma nella zona di Arezzo viene usata la cipolla e c’è chi la fa usando il porro oppure gli scalogni.

Piatto prettamente estivo si basa sull’utilizzo di pomodori freschi ben maturi, in altre stagioni viene fatta usando i pelati ma, pur essendo buona, il risultato è tutt’altra cosa.

Ottima sia calda che fredda si adatta benissimo ad essere servita anche come antipasto.                                                 Nelle decine e decine di libri di ricette toscane che ho nella libreria la Pappa col pomodoro la trovo scritta con svariate proposte, io ve la racconto a modo mio, anzi come la faceva la mia nonna Lina quando 60 anni fa era la cuoca alle Terme del Bagnolo a Monterotondo Marittimo (Gr).

La pappa al pomodori di Nonna Lina

Pappa al pomodoro di Nonna Lina
Pappa al pomodoro di Nonna Lina
Ingredienti

Olio d’oliva, aglio, polpa di pomodoro maturo, pane toscano raffermo, brodo vegetale, basilico, sale, pepe.

Esecuzione

La preparazione si fa utilizzando una pentola capiente ove si fanno soffriggere nell’olio degli spicchi d’aglio privati dell’anima, poi si aggiunge la polpa di pomodoro o fresco ben maturo a pezzetti, si aggiusta di pepe e sale e si mettono foglie di basilico.

Si cuoce per circa mezz’ora; a parte si prepara un brodo vegetale (con: sedano cipolla carota), ed aggiungendolo al pomodoro si fa bollire insieme per un quarto d’ora.

Poi si inseriscono le fette di pane (molto sottili), si cuoce per cinque minuti girando forte di tanto in tanto.

Si lascia riposare per almeno un ora e poi si rimescola con forza per sfare bene il pane, si riscalda per servire caldo o tiepido, mai bollente.

Unica variante che mia nonna adottava era l’aggiunta di piccoli pezzetti di crosta di formaggio (precedentemente ben raschiata e lavata) inseriti in cottura al momento che il brodo “incontra” il pomodoro.

Sono ancora diversi i ristoranti della Toscana che presentano nel menù la Pappa col pomodoro.

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Sono nato a Massa Marittima (GR) il 13 febbraio 1951. Vigile urbano prima e funzuinario all’Ufficio Urbanistica poi, la mia vita è sempre stata guidata da un forte spirito di gratuità e amore per la Maremma. Nel 1985 ho anticipato i tempi, fondando l'Associazione "Amici della Birra", diventata un riferimento nazionale. Con Slow Food, però, dal 2002 al 2018, ho dato forma a progetti di grande impatto sociale e ambientale. Ho collaborato attivamente con Slow Food Editore alla stesura di storiche guide (Osterie d'Italia, Guida agli Extravergini, Vini d’Italia e molte altre), mettendo la mia esperienza al servizio della narrazione gastronomica e produttiva del Paese. Nel 2018 ho lasciato gli incarichi attivi in Slow Food per dedicarmi a tempo pieno alle mie passioni più care: fare il nonno e scrivere. Oggi collaboro stabilmente con La Torre Massetana e nel 2024 ho pubblicato per Ouverture Editore la mia raccolta di racconti: "Nonno, mi racconti una storia".
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