XXII Campionato Mondiale del Pizzaiuolo: la competizione globale ritorna a Napoli

XXII Campionato Mondiale del Pizzaiuolo: la competizione globale ritorna a Napoli

Il Campionato Mondiale del Pizzaiuolo – Trofeo Caputo si prepara alla sua 22ª edizione, confermando un crescente successo di adesioni. L’evento, descritto dal CEO di Mulino Caputo, Antimo Caputo, come l’unica vera competizione mondiale di pizza grazie alle sue tappe internazionali, è un trampolino di lancio per carriere di successo nel settore.

Quest’anno, i oltre 500 pizzaioli provenienti da più di 100 nazioni (da Europa, Asia e America) che hanno superato le selezioni nazionali, si sfideranno a Napoli per il titolo iridato. La competizione attira sempre più giovani talenti, desiderosi di mostrare la loro maestria artigianale nell’impasto.

L’appuntamento è fissato dal 3 al 5 giugno presso il Padiglione 1 della Mostra d’Oltremare. I maestri pizzaioli si cimenteranno in 12 categorie di gara, oltre al Trofeo delle Nazioni che si terrà l’ultimo giorno.

Antimo Caputo ha sottolineato il ruolo della “Caputo Cup” nel diffondere il buon cibo italiano nel mondo. Ha evidenziato come Napoli, culla della pizza, sia la sua capitale indiscussa, capace di integrare innovazioni e stili diversi pur mantenendo viva la tradizione. La pizza, ha aggiunto, è inclusiva e in continua evoluzione, proprio come Napoli.

L’edizione 2025, organizzata dall’APN (Associazione Pizzaiuoli Napoletani), introduce una novità: la categoria “Pizza & Vino”, portando il totale delle categorie a 12. Tra queste, spiccano la Pizza Napoletana S.T.G. (Trofeo Caputo), Pizza Contemporanea, Pizza Classica, Pizza senza glutine, Pizza fritta e le Pizze acrobatiche. Numerosi paesi parteciperanno, inclusi Giappone, Corea, Stati Uniti, Brasile e molti altri dall’Europa.

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Cuoco di professione appassionato del cibo per passione. Questo sono io a 25 anni compiuti. Qualche esperienza positiva in locali stellati come commis o apprendista e qualcuna da dimenticare. Da locali dove di spinavano acciughe incluse le baffe a locali dove si facevano 4-500 coperti a pranzo. Dai 13 anni (un solo giorno in cucina) ad oggi ne ho viste e cotte da sentirmi sazio. Scrivo qui per raccontare di un mondo che sembra patinato ma che è solo unto e sudore.
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