Zuccheri e succhi di frutta: cosa dice la legge?

Zuccheri e succhi di frutta: cosa dice la legge?

 

Sono passati più di dieci anni dall’entrata in vigore del D. Lgs. 19 febbraio 2014 n. 20. Con questo provvedimento l’Italia ha introdotto regole più rigorose sulla presenza di zuccheri nei succhi di frutta. Si tratta di una ricorrenza importante, soprattutto per la tutela della salute dei consumatori e dei bambini.

Il percorso normativo non è stato rapido. Il nostro Paese ha infatti recepito con due anni di ritardo la Direttiva 2012/12/UE, relativa ai succhi di frutta e ai prodotti affini destinati all’alimentazione umana.

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In questo contributo ripercorriamo le principali novità introdotte dalla normativa. L’obiettivo è anche fornire strumenti utili per orientarsi nel mercato dei succhi di frutta e compiere scelte più consapevoli.

La direttiva europea, recepita poi dal decreto legislativo italiano, aveva un duplice scopo. Da un lato, tutelare gli interessi dei consumatori. Dall’altro, favorire la libera circolazione dei succhi di frutta nell’Unione europea. Per farlo, ha fissato criteri di qualità e specifici obblighi di etichettatura.

Le principali novità rispetto al passato sono state diverse.

I succhi di frutta non possono contenere zuccheri aggiunti né edulcoranti. Di conseguenza, è stata eliminata la dicitura “senza zuccheri aggiunti” dalle etichette.
Il pomodoro è stato incluso tra i frutti utilizzabili per la produzione di succhi.
I nettari di frutta sono ammessi solo se l’aggiunta di zuccheri o miele non supera il 20% del prodotto finito.
La denominazione di vendita deve indicare chiaramente i tipi di frutta utilizzati. Un prodotto con il 20% di mirtillo e l’80% di mela, ad esempio, non può essere chiamato “succo di mirtillo”.
L’aggiunta di vitamine e minerali è disciplinata in linea con il Regolamento (CE) n. 1925/2006.

Le categorie di succhi di frutta

La direttiva europea distingue diverse tipologie di prodotti.

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Il succo di frutta 100% è ottenuto dalla parte commestibile di frutta sana e matura. Può essere fresco o conservato tramite refrigerazione o congelamento. Rientra in questa categoria anche il succo da concentrato, ricostituito con acqua potabile.

Il succo di frutta concentrato si ottiene eliminando fisicamente almeno il 50% dell’acqua.

Il succo di frutta estratto con acqua deriva dall’estrazione con acqua di frutti polposi interi o disidratati.

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Il succo di frutta disidratato in polvere si produce eliminando quasi totalmente l’acqua dal succo.

Il nettare di frutta è ottenuto aggiungendo acqua, e talvolta zuccheri o miele, alla purea di frutta o alla purea concentrata.

Le bevande a base di frutta comprendono tutti i prodotti che non rientrano nelle categorie precedenti, pur contenendo una certa quantità di frutta.

L’indicazione “senza zuccheri aggiunti”

Per proteggere i consumatori, in particolare i diabetici, la normativa ha vietato l’uso della dicitura “senza zuccheri aggiunti” sui succhi di frutta e sui nettari.

Dal 2014, infatti, nei succhi di frutta non è più consentita l’aggiunta di zuccheri. Una simile indicazione risulterebbe quindi fuorviante, perché potrebbe far pensare che altri succhi ne contengano. Per questo motivo, la dicitura non è più ammessa.

L’unica eccezione riguarda i nettari di frutta. In questo caso, la presenza di zuccheri naturali deve essere segnalata in etichetta con un’apposita indicazione.

Il contenuto di zuccheri nei succhi

Nei succhi di frutta 100% il contenuto di zuccheri dipende esclusivamente dalla frutta utilizzata. Non è infatti possibile aggiungere zuccheri esterni.

Secondo le stime della Società Italiana di Nutrizione Umana, un succo contiene mediamente tra 10 e 15 grammi di zuccheri per 100 ml. Un bicchiere da 200 ml può quindi arrivare a circa 24 grammi di zuccheri.

Le regole di etichettatura

I succhi di frutta devono rispettare il Regolamento (UE) n. 1169/2011 sull’etichettatura alimentare. La direttiva europea prevede però alcune disposizioni specifiche.

In etichetta deve essere chiarito se il prodotto è composto da più tipi di frutta. Deve inoltre essere indicato se il succo è ottenuto, in tutto o in parte, da concentrato.

Resta fermo il divieto di aggiungere zuccheri ai succhi. Gli altri prodotti a base di frutta devono invece dichiarare la quantità di zuccheri aggiunti.

Se il prodotto contiene due o più frutti, il nome deve elencarli in ordine decrescente di quantità. Nei prodotti con tre o più frutti, questa indicazione può essere sostituita da espressioni come “diversi frutti”.

Per i succhi concentrati non destinati al consumatore finale, l’imballaggio deve riportare l’eventuale aggiunta di succo di limone, lime o sostanze acidificanti.

Attenzione ai dolcificanti

La normativa individua con precisione gli ingredienti e gli additivi ammessi. Solo rispettando queste regole un prodotto può essere denominato “succo” o “nettare” di frutta. Questo aiuta a prevenire l’uso improprio di dolcificanti o ingredienti non autorizzati.

Come leggere correttamente l’etichetta

L’etichetta fornisce tutte le informazioni essenziali sulla composizione del prodotto.

Tra queste troviamo l’elenco degli ingredienti, con l’indicazione della percentuale di frutta nel caso dei nettari. È presente anche la dichiarazione nutrizionale, che riporta la quantità di zuccheri.

Non compare invece la dicitura “senza zuccheri aggiunti”, poiché l’aggiunta di zuccheri o dolcificanti nei succhi di frutta non è più consentita.

Prospettive future

Nei prossimi mesi sono previste novità in materia di etichettatura. Il Parlamento ha approvato la cosiddetta direttiva “Breakfast”, che introduce regole più stringenti anche per i succhi di frutta.

Saranno create tre nuove categorie: “succo di frutta a tasso ridotto di zuccheri”, anche da concentrato o in forma concentrata. Questi prodotti dovranno contenere almeno il 30% di zuccheri in meno.

Inoltre, i succhi potranno riportare in etichetta la dicitura “contiene solo zuccheri naturalmente presenti”. Questo servirà a chiarire ulteriormente che, a differenza dei nettari, i succhi non possono contenere zuccheri aggiunti.

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Avvocato, papà e amante della pizza e del buon cibo. Dopo aver aperto il suo blog personale si unisce nel 2016 alla squadra di Di Testa e di Gola.
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