Zuma, no ai condizionamenti. Almeno a tavola

Zuma, no ai condizionamenti. Almeno a tavola

Zuma, no ai condizionamenti. Almeno a tavola

10 ristoranti in tutta Europa, più un altro (a Milano) in procinto di aprire; 4 in Asia, e 5 in Medio Oriente; e poi Miami, New York, Las Vegas e Boston, con Vail che verrà inaugurato a breve.

Insomma, una specie di multinazionale del food.

Oltre a questo, il tipo di pubblico che può non piacere a tutti, essendo – parzialmente – in stile “grande bellezza”.

Ma noi, in un ristorante, andiamo per fare politica, guardare i tavoli intorno oppure per stare in un luogo curato nel quale si viene serviti bene e si mangia bene?

Ecco, se ci liberiamo dai suddetti preconcetti, e ci concentriamo sull’esperienza enogastronomica, Zuma è un posto dove andare.

Noi siamo andati in quello di Roma, che è pure stato il primo, sito nell’elegantissimo Palazzo Fendi.

Dentro, l’illuminazione è perfetta, a ricreare un tutt’uno avvolgente fra i tavoli e la varie cucine a vista.

Il servizio attento, al netto di qualche distrazione causata dalla frenesia, visto il continuo flusso di persone in arrivo;  i piatti tutti precisi e ghiotti, a disegnare un modello di cucina giapponese contaminata (“fusion”, si diceva qualche anno fa) che può anche far storcere il naso agli integralisti rosiconi, ma a noi è parsa buonissima.

L’elenco sarebbe lungo e sterile, e cosi – come al solito – ci limitiamo a segnalare i “colpi di fulmine”.

I consueti semi di soia, particolarmente “cicci” e saporiti; una tartare di tonno con caviale oscietra, cioè l’apoteosi (in purezza) della materia prima di qualità; degli ottimi ravioli di gambero e merluzzo nero, che poi è andato in scena da solo in versione marinata (un piatto eccellente); un mix di maki fra cui spiccava quello di astice in tempura con avocado e tartufo nero, buonissimo; infine un ottimo filetto di manzo speziato piccante con semi di sesamo.

Zuma
Zuma

 

Zuma 2
Zuma 2

Quanto ai vini.

Il calice di benvenuto era una Trento doc, a nostro gusto – fra le bollicine – la migliore denominazione italiana insieme all’Alta Langa, mentre dopo abbiamo scelto di percorrere una strada chiamata sake, dai più morbidi ai più strutturati.

Zuma - vino
Zuma – vino

I dessert hanno la sfortuna di arrivare a stomaco pieno, ma non sono esageratamente carichi, anzi, danno l’illusione della freschezza.

Pure una sofficissima torta al cioccolato con gelato alla vaniglia.

Zuma Roma

Via della Fontanella di Borghese, 48 00186 Roma

Tel 0699266622

info@zumarestaurant.co.it

www.zumarestaurant.com

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Giornalista e critico cinematografico ed enogastronomico per Il Messaggero, Gambero Rosso, Radio Roma Capitale e Cinecritica. Insegna Giornalismo Culturale e Storia dell'alimentazione in Sapienza, ed è regista del film Fritti dalle stelle, un documentario satirico sull'alta ristorazione visibile su Prime video. È inoltre autore e conduttore del programma "Come ti cucino un film", in onda su Gambero Rosso Channel, nel quale - grazie alla Cinestologia - racconta il cinema con delle associazioni alla tavola.
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