Osteria “La Torretta”. Un napoletano “a guardia” dei sapori toscani.

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Davide De Maio è un napoletano del popoloso quartiere Fuorigrotta che molti anni fa è rimasto “folgorato sulla via di Damasco” dal bellissimo territorio della Val d’Orcia.

Ci troviamo a Chianciano Terme, città famosa già in epoca etrusca e romana come area termale, ed oggi incastonata nella Val d’Orcia e nella grande offerta paesaggistico, vitivinicola ed enogastronomica toscana in primis e della provincia di Siena poi.

Qui, all’ingresso del centro storico, all’imbocco della porta della cinta muraria che delimitava il paese in epoca medioevale, sulla sinistra, nella torretta (di qui il nome del locale) vi è una bella osteria toscana diretta da Davide.

Di Napoli nessuna traccia se non nell’accento del proprietario che a differenza di molti miei corregionali non prova a parlare toscano solo perché fa l’oste da 13 anni dei quali 11 in solitaria. Anzi la difesa della toscanità e del territorio è di tutta evidenza sia negli arredi che nelle proposte.

Contrariamente allo spazio che vi si dedica in una recensione comincerò a parlare della carta dei vini da subito che per un’Osteria (Davide la chiama “moderna osteria toscana”) è decisamente interessante con le sue circa 100 etichette delle quali il 90% del territorio limitrofo con una distanza massima di massimo 25 km. Una piena valorizzazione dell’area del Montepulciano prima e del Brunello poi che dovrebbe essere di esempio di tutti i ristoratori.

Benchè in 3 prendiamo una sola bottiglia perché a bere siamo solo in due e uno dei due (tranquilli, non chi vi scrive!) non è grande bevitore. La scelta cade su un “Tedicciolo” – IGT Toscana rosso dell’Azienda Agricola Montemercurio anno 2015, un blend a prevalenza di uve sangiovese con piccola percentuale di merlot e un 5% di uve varie a bacca rossa. Un bicchiere al naso con caratteristici sentori di ciliegia e amarasca e note floreali di mammola, morbido ed equilibrato sia nei tannini che nelle acidità. Buona la freschezza o “mineralità” come alcuni amano definirla. Un bicchiere insomma idoneo quasi per tutto il pasto ad eccezione di un paio di piatti che avrebbero preferito maggior struttura e forza del vino.

Ma passiamo alla cena.

Piuttosto che all’esterno sediamo in un’ampia sala con bei tavoli di legno, tovagliette di carta paglia e bicchieri d’acqua bassi e pesanti. A far da centro tavola una ciotolina di vetro piena di tappi insughero di bottiglie stappate come trofeo di vecchie glorie di avventori già passati. La serata non è delle più calde ma tutte le finestre sono aperte in modo tale da creare un riciclo d’aria gradevole. Si parte con un classico tagliere di salumi di cinta senese e pecorini locali.

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È qui che si misura l’oste e la sua vera passione e capacità di selezionare il meglio del territorio nel quale opera.

Arriva un tagliere con la classica finocchiona, del lonzino, del capocollo, del prosciutto e della salsiccia tutti ottimi con due grandi eccellenze rappresentate dal prosciutto e dal capocollo davvero strepitosi. A far compagnia sul tagliere ai salumi ci sono 4 pezzetti di pecorino di varia stagionatura. Un Pienza in crosta nera di 3 mesi e tre pecorini di Corsignano di varie stagionature, ad occhio dai 6-8 mesi ai due anni. Si percepisce, soprattuto sui più “giovani” ( se così vogliamo definirli) una permanenza in ambiente umido per la morbidezza e la cremosità che li accompagna. Il terzo, il più stagionato della triade presenta grandi agglomerati di ossalati di calcio come un parmigiano del quale, proprio per la sua avanzata fase evolutiva conserva anche i profumi e alcune note come quelle di nocciola. Scoprirò successivamente che questi formaggio sono una sorta di investimento personale di Davide che li acquista con una selezione maniacale e poi li lascia affinare nelle cantine sottostanti il locale.

Il tagliere è ben composto, equilibrato e ben presentato.

Passiamo ad una rapida carrellata di primi. Pici al ragù bianco di cinta senese (i pici sono di un pastificio locale  – Pastificio Panarese – con ben 25 minuti di cottura), gnocchi fatti a mano con fiori di zucca, pomodorini e pancetta (forse uno dei 2-3 fuori territorio dell’intera carta), Tortelli neri ripieni di ragù bianco di cinghiale cotti in nobile di Montepulciano con nocciole.

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Tre ottimi primi con un picco di eccellenza per i tortelli neri dove l’acidità del vino è parzialmente mitigata da una macinata di pepe grossolano e un accenno di rosmarino.

A seguire due secondi tutti toscanacci. Peposo su purè di patate. Piatto cotto benisismo e quasi commovente per il suo equilibrio.

Poi un must senese offerto nella sola versione di una carne. Pollo fritto alla toscana.

Qui sono certo che molti americani, soprattutto quelli della comunità afro, abbiano visto crollare un’altra delle loro certezze. Il pollo fritto, quello bello panato e fritto, quello croccante fuori e morbidissimo dentro. Quello asciutto esternamente e succulento al cuore, intinto in una salsa di pomodoro e peperoncino non è americano ma italiano. Anzi è facile che siano stati proprio emigranti toscani a portarlo in America. Così, dopo la pizza, dopo gli spaghetti con le polpette anche il mito del pollo fritto crolla. E KFC muto!

Sul peposo forse avremmo dovuto alzare il tiro con il vino ma il Tedicciolo si è fatto amare da subito e se ami non molli facilmente.

Abbiamo visto passare dei dolci molto belli e sicuramente buoni ma avevamo decisamente dato e non c’era più spazio.

In sostanza la Torretta è una bella osteria toscana con cenni ad altri tempi ma in chiave più moderna, organizzata e con un bel servizio, attento e curato ma senza “pesantezze” che risulterebbero fuori luogo.

All’ottima cucina si aggiunge uno spazio offerta per i celiaci garantito e, con maggiore scelta nella stagione autunnale e invernale per i vegani con piatti del territorio.

Il locale con i suoi circa 100 posti tra esterno, interno e piccola sala privée, peraltro anche petfriendly, si presenta molto accogliente e curato nei minimi dettagli dal simpatico Davide che non dimentica mai di sincerarsi presso i tavoli, in maniera discreta e cordiale, sull’andamento della cena lasciando trapelare la grande passione che lo spinge nello svolgimento di un mestiere così faticoso.

Consigliato davvero.

La Torretta – Moderna osteria toscana – Via Dante n.2 – Tel. 058-31073 – Mob. 348-7694954

Sito web (QUI)

info@latorrettachianciano.it

Aperto tutti i giorni a pranzo e cena – Chiuso il martedì

Accetta Bancomat e Carte di credito ad eccezione di American Express

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Di formazione classica sono approdato al cibo per testa e per gola sin dall’infanzia. Un giorno, poi, a diciannove anni è scattata una molla improvvisa e mi sono ritrovato sempre con maggior impegno a provare prodotti, ad approfondire argomenti e categorie merceologiche, a conoscere produttori e ristoratori.
Da questo mondo ho appreso molte cose ma più di ogni altra che esiste il cibo di qualità e il cibo spazzatura e che il secondo spesso si mistifica fin troppo bene nel primo.
Infinitamente curioso cerco sempre qualcosa che mi dia quell’emozione che il cibo dovrebbe dare ad ognuno di noi, quel concetto o idea che dovrebbe essere ben leggibile dietro ogni piatto, quella produzione ormai dimenticata o sconosciuta.
Quando ho immaginato questo sito non l’ho pensato per soddisfare un mio desiderio di visibilità ma per creare un contenitore di idee dove tutti coloro che avevano piacere di parteciparvi potessero apportare, secondo le proprie possibilità e conoscenze, un contributo alla conoscenza del cibo. Spero di esservi riuscito.
Il mio è un viaggio continuo che ho consapevolezza non terminerà mai. Ma è il viaggio più bello che potessi fare.

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