HomeL'editorialeIl punto di vista“Legal Fish”, ovvero le dimensioni di Legge del pesce.

“Legal Fish”, ovvero le dimensioni di Legge del pesce.

Pescetaglia

“Guarda che bei merluzzetti piccoli e freschi!” e “quei gamberetti minuscoli?”… chissà quante volte abbiamo sentito proferire frasi del genere o siamo stati noi stessi a pronunziarle!
Chissà perchè c’è la sballata idea che la dimensione ridotta del pesce sia sinonimo di maggior sapore e qualità.
Eppure tale credenza è dura a morire e accanto ad essa sopravvive un mercato del tutto illegale dove assieme a pescatori e pescivendoli noi rappresentiamo i conniventi di un vero e proprio reato.
Dal 2006, infatti, la CE ha stabilito regole ferre sulle dimensioni di reti e pescato, restringendo di molto le dimensioni del pescato, dichiarando illegale quello al di sotto delle misure minime consentite e sottoponendo a serie sanzioni chi lo pescava o lo commercializzava.
Il Regolamento in questione è il 1967/2006 del 21/12/2006 ed è vincolante per tutti gli Stati membri dell’Unione.
Composto da 56 pagine il regolamento in questione non si esime dal riportare con estrema chiarezza modalità di misurazione e dimensioni per una buona serie di specie ittiche.
La ratio del regolamento sta nel voler limitare la pesca selvaggia che per anni si è perpetrata nei mari europei sempre più attenta al lucro che ad un rispetto degli equilibri dell’ecosistema.
Cade così definitivamente anche il mito del pescatore che è custode del mare al pari di come era naufragato quello del contadino custode della terra.
Come il secondo in molti casi ha scelleratamente imbrattato il suolo con pesticidi e sostanze chimiche (quando non ha autorizzato il seppellimento di sostanze tossiche, radioattive o semplicemente rifiuti e liquami) così il primo ha contribuito ad assestare un duro colpo al mare e alla prosecuzione di molte specie ittiche.
Sicuramente non è mia intenzione generalizzare ma v’è di certo che laddove la pesca ha assunto carattere industriale il colpo assestato è stato micidiale.
Mandanti inconsapevoli di tale scempio i consumatori (mai nome fu più azzeccato. Consumatori, distruttori..) che hanno cominciato ad indirizzare sempre più il mercato con le proprie scelte solo verso determinate tipologie di pesce.
La legge della domanda e dell’offerta poi non ha fatto null’altro che spingere i pescatori senza scrupoli a dare al mercato ciò che chiedeva.
Ed eccoci giunti al Regolamento.
Ma, ahinoi, nonostantre il regolamento molti continuano a sfuggire ai controlli e molti acquirenti continuano ad ignorare tali regole.
In effetti si tratta di pura ignoranza, intesa come “non-conoscenza”, del reale stato dei mari, delle specie che vi abitano e degli equilibri che lo regolano.
Mangiare un gamberetto minuscolo, o non delle giuste dimensioni, significa rinunziare a centinaia di individui che in futuro saranno adulti, significa anche interrompere gli equilibri di una delicatissima catena alimentare (pesce grande mangia pesce piccolo) e rinunziare di conseguenza a tante specie grandi che vedono scarseggiare o scomparire il proprio cibo.
E’ un effetto domino incredibile, nel quale il dito che lo scatena è il nostro nel preciso momento in cui indichiamo al pescivendolo quella specie di quelle dimensioni che non dovremmo nemmeno acquistare, che non dovrebbe essere su quel banco, che non doveva essere nelle reti di quel maledetto peschereccio!
Sempre per rimanere in tema di ignoranza pochi sanno che una cozza da minuscola ad adulta di dimensioni adeguate a darci soddisfazione ci impiega ben 9 mesi, che per una vongola per lo stesso cammino occorrono 3 anni e che per un dattero di mare (la cui raccolta, vendita, commercializzazione e somministrazione è vietata acnhe a causa della distruzione dei fondali nei quali vive inglobato) servono 50 anni!!!
Si! 50 anni…cresce 1 millimetro l’anno.

Detto ciò, da osteggiatore frequente della normativa europea, spesso balzana e prona agli interessi delle multinazionali non posso che plaudire ad un regolamento del genere.
Ma vediamo come possiamo fare noi per fare la nostra parte auspicando, come credo avvenga molte volte, che gli organi preposti ai controlli e alle sanzioni facciano la loro.

Questi alcune specie ittiche e misure minime per la pesca e la vendita tratte dal regolamento n.1967/2006.
Misurazione della taglia di un organismo marino
1. La taglia di un pesce è misurata, (come indicato in foto), dall’estremità anteriore del muso sino all’estremità della pinna caudale.
2. La taglia dello scampo (Nephrops norvegicus)è misurata (come indicato in foto): – in lunghezza del carapace, parallelamente alla linea mediana, iniziando dalla parte posteriore di una delle orbite fino al punto medio del margine distale dorsale del carapace, o – in lunghezza totale, dalla punta del rostro fino all’estremità posteriore del telson, escludendo le setae.
3. La taglia dell’astice (Homarus gammarus) è misurata, (come indicato in foto): – in lunghezza del carapace, parallelamente alla linea mediana, iniziando dalla parte posteriore di una delle orbite fino al punto medio del margine distale dorsale del carapace o, in lunghezza totale, dalla punta del rostro fino all’estremità posteriore del telson, escludendo le setae.
4. La taglia dell’aragosta (Palinuridae) è misurata, (come indicato in foto), in lunghezza del carapace, parallelamente alla linea mediana, dalla punta del rostro fino al punto medio del margine distale dorsale del carapace.
5. La taglia di un mollusco bivalve è misurata, come indicato nella figura 5, sulla parte più
lunga della conchiglia.

1. Pesci
Dicentrarchus labrax – Spigola – 25 cm
Diplodus annularis – Sparaglione – 12 cm
Diplodus puntazzo – Sarago pizzuto – 18 cm
Diplodus sargus – Sarago maggiore – 23 cm
Diplodus vulgaris – Sarago testa nera – 18 cm
Engraulis encrasicolus – Acciuga 9 cm
Epinephelus spp. – Cernie – 45 cm
Lithognathus mormyrus – Mormora – 20 cm
Merluccius merluccius – Nasello – 20 cm
Mullus spp. Triglie – 11 cm
Pagellus acarne – Pagello mafrone – 17 cm
Pagellus bogaraveo – Occhialone – 33 cm
Pagellus erythrinus – Pagello fragolino – 15 cm
Pagrus pagrus – Pagro mediterraneo – 18 cm
Polyprion americanus – Cernia di fondale – 45 cm
Sardina pilchardus – Sardina – 11 cm
Scomber spp.Sgombro – 18 cm
Solea vulgaris – Sogliola – 20 cm
Sparus aurata – Orata – 20 cm
Trachurus spp. – Suri – 15 cm

Crostacei
Homarus gammarus – Astice – 300 mm LT 105 mm LC
Nephrops norvegicus – Scampo – 20 mm LC 70 mm LT
Palinuridae – Aragoste – 90 mm LC
Parapenaeus longirostris – Gambero rosa mediterraneo – 20 mm LC
3. Molluschi bivalvi
Pecten jacobeus Cappasanta – 10 cm
Venerupis spp. – Vongole – 25 mm
Venus spp. – Vongole – 25 mm

(Nota: LT= lunghezza totale / LC = Lunghezza carapace)

Da oggi fate l’occhio alle misure..e se non siete in grado di avere occhio portatevi un metro. E’ una questione che riguarda tutti noi.

di Giustino Catalano

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