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Osteria Gozzi a Firenze. La cucina ‘gnurante.

Sergio Gozzi

All’Osteria Gozzi ho trovato la vera Firenze.

Se vado in un posto cerco sempre di calarmi nelle tradizioni e abitudini di quel luogo.
Così se sono in una città che non conosco o della quale ho una visione in una data maniera cerco di approcciarmi al cibo nella maniera più tradizionalista possibile.
A Firenze, dopo due locali degni di nota dei quali dirò altrove, cercavo l’anima fiorentina, quella nota “toscanaccia” che come direbbero loro “mi garba di molto”!
La mia fortuna è di avere amici in loco e tra questi un grande amico quale è Valter Giuliani (http://cuocosapiens.com).
Così, incontratici per far due chiacchiere durante una pausa delle giurie degli International Chocolate Awards, gli ho fatto specifica richiesta di un posto così.
Nella vicina Piazza S. Lorenzo, sul lato incompiuto dell’omonima Chiesa, c’è da circa 100 anni (dal 1915 per la precisione) l’Osteria Gozzi, che ogni giorno, e solo a pranzo, serve solo ed esclusivamente cucina toscana, e più segnatamente fiorentina.
Il locale è poco visibile essendo coperto dal mercato che è anch’esso lì da sempre, ma una volta arrivati non ci si può sbagliare. La tipica trattoria fiorentina che si vorrebbe trovare un pò dovunque a Firenze, mondata da proposte oscene per turisti stranieri che vorrebbero replicare in Italia le stesse indecenze che si servono da loro (spaghetti alla bolognese e altre amenità del genere) e che spesso trovano terreno fertile in ristoratori conniventi.
Bandiere della Fiorentina ovunque preannunziano i colori che dominano i cuori, per il resto pochi mobili e tavoli per lo più tutti con ripiano di marmo con su sale, pepe e formaggiera.
Arriva un cameriere dal viso simpatico con un foglio fotocopiato dove ci sono le proposte del giorno, il menu per dirla in maniera internazionale. Il titolo suggestivo è “Icché si mangia oggi” (cosa si mangia oggi). Mi piace. Già così mi garba.
Sono affascinato ma si va di fretta che il tempo è poco. Agnello con carciofi cotto in tegame e Fegato di vitella alla salvia. Fagioli all’olio e un buon Chianti sfuso.
Che dire…sapori veri, sinceri. Materie prime di qualità e prezzi davvero abbordabili in rapporto a più che generose porzioni.
Nel mentre si degusta piacevolmente le pietanze dividendo da “buoni fratelli” tutto e pizzicando, come si fa in famiglia, direttamente dal piatto dei ceci irrorati con un buon olio toscano compare un cuoco. Alto, magro con il viso affilato e sorridente. Ci lancia un “come va? Tutto bene?”. Replico “da Dio”.
E’ il Sergio Gozzi, uno dei due fratelli che in quarta generazione gestisce la Trattoria di famiglia. Mi complimento per la scelta di cucina e per i piatti e mi replica “Ma nulla di che! Noi si fa cucina ‘gnurante”.
Paghiamo il conto e si va via ma l’esistenza di quel luogo mi da il tormento.
Il giorno dopo ci torno con una schiera di amici, tra di loro giornalisti, chef e sommelier.
Forte di una tavolata di 7 persone scegliamo ciascuno una cosa differente nelle proposte, per lo più mutate rispetto al giorno precedente.
Ribollita, Trippa al sugo, Baccalà in umido, Bollito con salse, Fiorentina da oltre un chilo e cento rammi con patate fritte e ceci all’olio.
Nel mentre ci scambiamo assaggi convenendo che il luogo ha una cucina sincera e davvero autentica ricompare il Sergio Gozzi ma, stavolta, dopo averlo presentato al gruppo, gli chiedo di tre foto di tre persone che sono messe su una parete con tanto di targa alla memoria. Mi dice che sono i cienti che venivano ogni giorno e che tutti e tre sedevano sempre lì dove ha messo le targhette.
Capisco che la famiglia Gozzi è una famiglia di ristoratori di una volta, quella per la quale il cliente non esiste ma c’è l’amico che va a trovarli. Sinceri e senza peli sula lingua come solo i toscani sanno essere. Rudi e simpatici nel contempo.
La cucina dei Gozzi, cucina ‘gnurante? Beata ignoranza!
Andateci!

di Giustino Catalano

Osteria Gozzi
Piazza S. Lorenzo n.8r
Firenze
aperto solo a pranzo

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