HomeRicetteAmatorialiIl tortino di rane…sì, di rane, proprio quelle!

Il tortino di rane…sì, di rane, proprio quelle!

ranebanner

     Alzi la mano chi non ha mai provato l’ebrezza di caduta di braccia quando un amico, un parente, un qualsiasi conoscente, dopo le ferie ti dice: “ma sai che belle vacanze ho passato? Dai, ti faccio vedere le mie 1500 foto che ho fatto!!!”.

     Hai quella sensazione di deja vù, preferiresti essere in cima al precipizio (ma da solo!!!) piuttosto che spararti ore ed ore a contemplare la foto di un cespuglio qua o di un sasso lì, di cui non ti interessa un fico secco; e se tenti di inserire un tuo momento vacanziero non ti ascoltano, perché senza dubbio non può essere più interessante… quindi non starò a flagellarvi con le mie ferie (tra l’altro, nella maggior parte del tempo, noiose).

Vi racconto solo di una cena bellissima e buonissima che io e mio marito abbiamo passato con due amici nuovi di Bienno.

     Giacomo e Gabriella Ercoli ci hanno invitato a casa loro per assaggiare il “tortino di rane”, tipico piatto di Bienno, in Val Camonica.

     Arriviamo con i nostri vini pronti a testarli con quanto promesso, ma ci vorrà un bel po’ prima di raggiungere il piatto fatidico; prima devi passare per l’antipasto di salumi nostrani (sapete quegli antipasti che mangeresti fino a scoppiare, per poi non avere più appetito? ecco!! proprio quelli); poi non puoi dire di no ai “casoncelli con burro fuso e salvia”, fatti rigorosamente in casa; alla cotenna soppressata e condita, nemmeno si può dire di no… nel frattempo pasteggi con vino bianco frizzante, l’Elitè, l’IXE (il Tempranillo toscano di cui ho già scritto) ed il Bonarda Secco dell’Oltrepò, finalmente arriva sulla tavola un piatto di polenta e una pirofila con dentro il favoloso tortino di rane!!!

     Ha un colore dorato punteggiato di rosato (le rane) e verde (gli spinaci).
Da profana pensavo di avere una sensazione viscida… E se non mi dovesse piacere? Che figura faccio? Ci rimarranno male!
Mi guardano, aspettano il mio giudizio, come se fossi un giudice gastronomico di primo ordine… assaggio… Non è niente di quello che pensavo!!! Buonissimo!!! Non lo descrivo, perché non saprei farlo… Ma vi passo la ricetta, così come Giacomo e Gabriella l’hanno data a me!!

     Ah, dimenticavo!!! Il tortino di rane è un piatto unico, essendo molto ricco di ingredienti, non è consigliabile accompagnarlo con antipasto, primo, secondo e dessert, a meno che non abbiate in tasca una bustina di digestivo!!! Pertanto mi scuso per le foto amatoriali che ho fatto, ma, capitemi, è stato un tour de force notevole, anche se piacevolissimo!!!

Ricetta Tortino di Rane

Ingredienti x 4 persone

  • 4 panini imbevuti nel latte
  • 4 manciate di parmigiano
  • 4 manciate di spinaci lessati
  • 4 uova
  • sale/pepe
  • 1 pizzico abbondante di spezie per arrosti
  • 20 rane temporarie (quelle con 5 dita)
  • prezzemolo

Preparazione:

Tridà ol pà mescial col lat, zontàga le spinahè ò i perùc, parmigià, peder hèm, ouf, àl pèer e dròghe.
Demper hè fa rosolà le rane nel botèr e e la halvia finchè ne dehenta miga rohè, halà.
Ciapa ‘na padela quadra e fàgan un pian de piè, po on pian de rane e col piè rimanente de completet.
Mette ho qualche tuchelit de botèr e parmigià.
Ol cahe nel furen a 180° per 30 minuc!!!

Tutto chiaro, no?!? Tranquilli!!! Ho chiesto la traduzione!!!

Preparazione:

Frullare il pane imbevuto e ammorbidito nel latte, con gli spinaci lessati, parmigiano, prezzemolo, uovo, sale, pepe e spezie.
A parte, far rosolare le rane (pulite di interno e pelle) nel burro e salvia, finchè non diventano dorate/rossastre, salare.
Prendere una pirofila e fare uno strato con il composto, poi stendere le rane e ricoprire col composto rimanente.
Mettere qualche ricciolo di burro e parmigiano. Infornare il tortino scoperto a 180 gradi per 30 minuti.

Comments

Written by

Una vita da bere Avevo già un interesse particolare per i vini, poi per varie vicissitudini, io e mio marito ci siamo trovati dall’oggi al domani senza un domani, cioè senza lavoro e da qui è nata l’idea, con l’appoggio della famiglia dell’Oltrepò, che produce vino da generazioni, di creare un ambiente sereno, appagabile, …. Faticoso. Ho aperto dunque una rivendita di vino sfuso ed il bottiglia alle porte di Milano. L’Italia ha la fortuna di essere un paese ricco di profumi, gusti e sapori, che non ha eguali ed i momenti più importanti per me della giornata, sono pranzo e cena, dove con famiglia, amici e buoni conoscenti hai modo di intrattenerti piacevolmente. Cosa ti permette questo!?! Ma il buon cibo, il buon vino, la convivialità! Mi piace assaggiare dei vini che non sono così conosciuti per il nome o la moda, ma che raccontino un loro percorso, la loro vita attraverso l’olfatto, il palato e la vista di chi lo sta assaggiando e che per ognuno sia un’esperienza diversa, …. Alla fine abbiamo tutti i 5 sensi, ma diversi da uomo a uomo, no? La cosa principale che si deve tenere a mente per me è che, con il territorio che abbiamo, non basta una vita per imparare e conoscere e che lo si può fare solo insieme….su questo magazine ad esempio …. Cin Cin!!!