Crazy Pizza costretto alla chiusura: “Roba da terzo mondo”

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“Anche i ricchi piangono”  era il titolo di una famosa telenovela degli anni 80. Ed è quello che è successo a Flavio Briatore la scorsa sera quando ha dovuto chiudere il suo Crazy Pizza di Roma.

Su Instagram, l’imprenditore Flavio Briatore racconta della spiacevole situazione che ha avuto luogo nel corso della settimana, testimoniando in prima persona la fallacia dei servizi offerti da Acea, la società che fornisce l’elettricità a Roma, che ne gestisce l’illuminazione pubblica ed il servizio idrico della città. In un post, Briatore si scusa con i clienti di Crazy Pizza di Roma, spiegando che la sera precedente il locale è rimasto chiuso per via della totale assenza di acqua.

La problematica era stata segnalata ad Acea intorno alle ore 14, ma dalle parole di Briatore pare che non ci sia stato alcun tipo di movimento almeno fino alle 19 della sera stessa. Nel frattempo, l’intero condominio ove è ubicato Crazy Pizza è rimasto privo di acqua, e rimaneva ignota la possibilità di ripristinare o meno il servizio. Briatore si è scusato allora con i clienti che avevano effettuato delle prenotazioni.

Sempre dal post si scopre come, dopo 24 ore, lo staff della pizzeria di Briatore ha deciso di risolvere la cosa autonomamente (e probabilmente, conoscendo Acea, è stata l’opzione migliore), con quella che l’imprenditore descrive “una soluzione da terzo mondo”: munendosi di autobotti, hanno potuto in qualche modo ripristinare l’acqua con i loro mezzi. Briatore è andato poi a sottolineare l’assurdità della cosa: a Roma, attività commerciali si trovano costrette a chiudere per la mancanza di acqua, cosa per lui del tutto inaspettata. Beh, che dire, mentre Briatore fa assaggiare a Roma le sue pizze, Roma gli fa assaggiare le numerose problematiche offerte ai suoi cittadini.

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