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Il pane di Platì

Platì è un piccolo paese montano della Locride, in provincia di Reggio Calabria, famoso per il pane, che è particolarmente apprezzato per la sua bontà e croccantezza. Sin dai tempi più antichi, i forni a Platì crescono senza sosta e la produzione di pane aumenta in misura esponenziale. Nel giro di pochi anni, il pane di Platì ha varcato i confini del paese, ha invaso prima la Locride, successivamente è arrivato a Reggio attraversando i vari paesi della costa ionica reggina, e adesso lo si trova anche in molti supermercati del nord. Addirittura i forni escono da Platì e si impiantano in luoghi lontani dal paese natale. Quello che è successo per il pane pugliese di Altamura, sta accadendo per il pane di grano tenero, duro e saraceno di Platì. Una piccola economia artigianale di paese che lievita e diventa opportunità per moltissime famiglie. Platì porta avanti uno spirito d’impresa vincente, in controtendenza con la depressione economica regionale. Un’imprenditoria lungimirante che, in armonia con le propensioni e le peculiarità della Locride, fa di un’economia locale l’arma per uno sviluppo in continua crescita.

Le caratteristiche

Il pane di Platì è diverso da tutti gli altri pani, in quanto vengono impiegati solo grani antichi locali e bio, poiché si usano solo dei forni alimentati da legna d’ulivo, faggio, leccio e quercia del territorio e, infine, perché viene usato solo il lievito madre curato e mantenuto in purezza.

Preparazione, lievitazione e cottura

Il lievito madre viene preparato dal giorno prima rigorosamente a mano. Il giorno seguente si impasta energicamente insieme ad acqua, farina e sale fino ad ottenere un impasto liscio, elastico ed omogeneo. Si vanno poi a formare le varie pezzature che vengono fatte lievitare per circa 4 ore. Le varie forme vengono riposte in carrelli di legno e coperte con lenzuola cerate. Intanto che il pane giunga al giusto grado di lievitazione per essere infornato, va preparato il forno. Per fare il pane nel forno a legna, è necessario caricare la legna circa 2 ore prima ed accenderlo. Infatti, è solo dopo le 2 ore che il forno raggiunge la temperature ideale di 300°C. A questo punto, va tolta la brace attraverso un sistema apposito. La temperatura ideale per infornare il pane, è di circa 230/250°C. Proprio per custodire le antiche tradizioni, viene utilizzato uno strumento chiamato “CAJIPU”. Si tratta di un tubo di ferro con all’estremità un panno di cotone, che, immerso più volte in acqua, ha il compito sia di ripulire il pavimento dalla cenere, sia di abbassare la temperatura. A questo punto, avendo raggiunto la temperatura e il grado di lievitazione ideali, il pane viene infornato. Le varie forme di pane vengono poggiate sulla pala rigorosamente a mano, una ad una, proprio per non destabilizzare la lievitazione. Dopo circa 1 ora di cottura il pane è pronto. La durata media del pane di Platì è di 10 giorni.

Come consumarlo

Il pane di Platì è ottimo da gustare caldo, condito con olio, sale e origano, oppure con acciughe e peperoncino calabrese in polvere. Può essere impiegato anche per realizzare gustose bruschette e può essere inzuppato nelle minestre dopo averlo abbrustolito.

Il pane di Platì alla “Gran Festa del Pane” di Altomonte

Il 29 e 30 settembre 2018, il pane di Platì, assieme al pane di Natile, Canolo, San Luca, Benestare e Sant’Agata del Bianco, è stato presentato alla “Gran Festa del Pane”, tenutasi ad Altomonte, in provincia di Cosenza. I due giorni della “Gran Festa del Pane” hanno visto una grande partecipazione di pubblico, al di sopra delle più rosee aspettative, dove a essere protagonista assoluto è stato il pane calabrese ed i suoi panificatori, in particolare quello di Cuti da Rogliano, Enzo Perna da Tessano e Domenico Monti da Cerchiara.



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