La carambola: il frutto “alternativo” ideale per una dieta varia e salutare

Scopri la carambola: il frutto “alternativo” perfetto per la tua dieta varia e salutare

Oggi parliamo di un frutto esotico dalla forma straordinaria: la carambola.

Questo frutto ha un profilo nutrizionale interessante sia per le persone che sono a dieta sia per quelli che soffrono di disturbi digestivi e ne parleremo nel corso dell’articolo, oltre ad alcune ricette speciali che ti aiuteranno ad arricchire i tuoi piatti.

Sto per raccontarti di un frutto che in Italia si conosce ancora poco: la carambola.

Già qui ho parlato delle proprietà nutrizionali dei frutti esotici più conosciuti, come il mango.

Ed ora ti parlerò della carambola… buona lettura!

Poche calorie e tanto potassio nella carambola 

La carambola, anche nota come star-fruit, per via della sua forma di stella, è un frutto estremamente interessante sia per il suo ridotto apporto calorico – solo 27 calorie per frutto, sia per le sue proprietà digestive e diuretiche.

Ha una profilo nutrizionale davvero invidiabile: ricchissima di potassio, vitamina C e sopratutto, vista la stagione a cui andiamo incontro, beta-carotene, il precursore della vitamina A, come ci viene ricordato dal colore giallo del frutto.

Per finire è totalmente privo di grassi o colesterolo!

Un toccasana contro le infiammazioni croniche 

La ricerca ha però individuato il vero punto forte della carambola: il suo straordinario contenuto di flavonoidi.

Ben 13 diversi flavonoidi – in particolare epicatechine e quercina – che all’interno dell’organismo svolgono una specie di azione di salvataggio in caso di infiammazioni e focolai di stress ossidativo.

I flavonoidi sono i super-eroi dell’organismo perché modulando lo stress abbassano l’insorgenza di malattie croniche e rallentano l’invecchiamento cellulare.

In questo caso ovviamente è consigliato il consumo del frutto a crudo – per preservare l’effetto antiossidante della vitamina C – e lontano dai pasti: proprio come una vera medicina!

Leggi anche: Antiossidanti naturali: dove si trovano e a cosa servono 

È molto semplice da gustare: scegli un frutto maturo, quindi ben giallo.

Sciacqua e rimuovi le estremità.

Taglia a fettine sottili, rimuovi i semi e gusta!

Provala  contro il colesterolo alto 

Il nome carambola deriva dal sanscrito karmaranga, che significa frutto che stimola l’appetito: i vantaggi di questo frutto delizioso sono noti sin dalla notte dei tempi.

La medicina tradizionale indiana utilizza la carambola per i suoi effetti ipoglicemizzanti, soprattutto per chi vuole tenere sotto controllo gli effetti del diabete di tipo II.

Gli studi hanno confermato che l’effetto antiossidante agisce sui parametri lipidici, migliorando il rapporto tra colesterolo HDL (quello buono) e LDL (quello dannoso), in sinergia con la presenza di una buona quantità di vitamina A e C.

Chi non può mangiarla?

L’unico avvertimento riguarda la presenza di acido ossalico e una tossina chiamata carambolino che possono creare problemi a chi soffre di calcoli e insufficienza renale.

In questi casi è sconsigliato il consumo della carambola.

Un aiuto a dare gusto ai tuoi piatti salati 

La carambola è un frutto davvero versatile: qualche fettina impreziosisce anche delle pietanze salate come il pollo o i gamberi saltati in padella per un retrogusto agrodolce di sapore orientale!

 

Un frutto esotico che rafforza il tuo sistema immunitario

Una sola carambola copre il 50% del fabbisogno giornaliero di vitamina C per uno scudo efficace contro virus e batteri oltre che a migliorare l’assorbimento di calcio e ferro.

È perfetta per uno spuntino di metà pomeriggio oppure per arricchire con qualche spicchio una fresca insalata di insalata tenera, cetriolo e pomodoro.

In India la usano proprio per condire le insalate spremendone il succo fresco perché conferisce un sapore dolce e acidulo alla pietanza.

Usala se hai problemi di digestione

La medicina ayurvedica raccomanda la carambola soprattutto in caso di problemi digestivi e dissenteria: spremi il succo di due frutti o frulla gli spicchi insieme a una banana e due fette di ananas da consumare per calmare l’intestino e anche favorire una serena digestione oltre che ripristinare i giusti livelli di idratazione fisiologica.

Puoi usare lo star-fruit anche come decorazione speciale per i tuoi cocktail durante gli aperitivi!

 Energia senza alzare la glicemia

Grazie al suo elevato contenuto di fibra, 2,5 grammi per frutto, e al suo bassissimo livello di zuccheri – tutti semplici – la carambola non ha un impatto negativo sull’indice glicemico, anzi può essere un ottimo ingrediente a sorpresa nelle ricette dolci per darti energia senza provocare pericolosi picchi glicemici.

Ricetta: torta di carambola a basso indice glicemico 

Prova questa torta di carambola a basso indice glicemico: taglia a fettine sottili una carambola e mescola con due cucchiai di burro sciolto, due cucchiai di eritrolo e un cucchiaio di succo di lime.

Per l’impasto sbatti mezza tazza di burro vegetale, mezza di eritrolo, estratto di vaniglia e 4 uova.

Aggiungi mezza tazza di farina di cocco, un pizzico di sale e lievito.

Aggiungi due cucchiai di latte di cocco gradualmente e versa l’impasto nella tortiera in cui avrai precedentemente versato la glassa di carambola e qualche fettina di carambola per decorare.

Cuoci per 30 minuti a 180 gradi fino a doratura.

Lascia raffreddare e poi rovescia la torta per vedere la decorazione che hai creato sul fondo.

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