Pinot nero di montagna e un tagliere che profuma di malga

La montagna è sicuramente la meta ideale per chi è alla ricerca di relax, benessere e bontà enogastronomiche. Con questo articolo vi condurrò in Val di Cembra, un territorio speciale con paesaggi suggestivi caratterizzati da boschi, laghi e dolci colline coltivate a vigneti. Il protagonista di questo Stappo alla Regola è un Pinot Nero di montagna, elegante e allo stesso tempo profondo che racchiude la tradizione e il valore di questi luoghi.

Pinot nero Saosent della Val di Cembra

VINO: VIGNA SAOSENT 2016 CEMBRA CANTINA DI MONTAGNA
VITIGNO: PINOT NERO

Il Pinot Nero Vigna di Saosent nasce nell’omonimo vigneto, un Cru d’eccellenza situato a 560 metri sul livello del mare, nel cuore della Valle di Cembra. Le viti, disposte ad anfiteatro, sono tutte esposte a sud per godere di un’ottima luce solare tutto l’anno e, nei tiepidi pomeriggi primaverili, vengono rinfrescate dall’Ora, vento tipico del lago di Garda. I terreni franco- sabbiosi sono arricchiti dal porfido – l’oro rosso dei valligiani – una roccia che conferisce ai vini sapidità, mineralità e persistenza.

Manto elegante dai riflessi granati. Al naso si esprime delicatamente con note di lamponi e mirtilli in confettura, arricchite da piacevoli ricordi di vaniglia, grafite e fave di cacao; sullo sfondo sensazioni di cuoio e sottobosco. Avvolge il palato svelando un tannino morbido e vellutato, affiancato da una sapidità raffinata e slanciato da un’ottima acidità tipica del vitigno. Sorso dinamico, finale persistente con netti richiami speziati.

Le uve vengono raccolte manualmente nella prima decade di ottobre, in seguito avviene la fermentazione a temperatura controllata, con frequenti follature e rimontaggi per estrarre il colore e gli aromi contenuti nella buccia; segue maturazione in tonneaux e barriques per 12-18 mesi;  affina in bottiglia per circa 6 mesi prima della commercializzazione.

val di Cembra in autunno

Cembra Cantina di Montagna è tra le aziende più alte d’Europa, con i vigneti posti anche a 870 metri; nata nel 1952, per iniziativa di un piccolo gruppo di viticoltori eroici, oggi conta 400 soci. A partire dagli anni ‘80/90, la cantina ha intrapreso un progetto ambizioso di selezione degli appezzamenti più vocati, volto a dare vita a vini singolari, di qualità superiore, come la Vigna Saosent: piccolo appezzamento di terreno di soli 1.5 ettari, per una densità di 6.500 piante/ha, dalle quali ogni anno, si ottengono circa 10.000 bottiglie di Pinot Nero.

tagliere di montagna
Tagliere di montagna

ABBINAMENTO

Il Pinot Nero Vigna Saosent mi ha entusiasmato per eleganza e finezza affiancate da una piacevole intensità gusto – olfattiva. Un vino perfetto per accompagnare carni rosse, arrosti e formaggi gustosi di media stagionatura. In questo stappo alla regola vi propongo un tipico tagliere di montagna con salumi e formaggi, arricchito con una mostarda di misto bosco, il tutto accompagnato dal tradizionale “Schüttelbrot” (pane di segale al profumo di cumino e finocchietto).

Diamo un’occhiata più da vicino al tagliere: iniziamo con il filetto di speck affumicato al faggio – molto morbido e con un’affumicatura poco invadente; proseguiamo con il latteria di malga prafiorito – formaggio da latte intero di vacca al pascolo nei prati di alta montagna, immersi in una miscela di fiori, fieno, malva e calendula. Torniamo sugli affettati assaporando il salame di capriolo – dai toni più speziati e selvatici perconcludere con le piccole mezzelune di caciotta di malga ricoperte con un velo di mostarda di misto bosco (composta da frutti di bosco rossi e neri).

Il Pinot Nero si destreggia egregiamente in questo connubio di sapori grazie all’ottima freschezza, eleganza e persistenza. È un vino composto e allo stesso tempo molto ricco che rispetta la delicatezza del filetto, ma allo stesso tempo non svanisce di fronte a un formaggio saporito. Un Pinot Nero che racchiude in sé tutte le sfumature e i sentori di un territorio unico come la meravigliosa Val di Cembra. E della sua cantina di montagna. 

Romanutti

Friulana di nascita, triestina di adozione. Quanto basta per conoscere da vicino la realtà di una regione dal nome doppio, Friuli e Venezia Giulia. Di un’età tale da poter considerare la cucina della memoria come la cucina concreta della sua infanzia, ma curiosa quanto basta per lasciarsi affascinare da tutte le nuove proposte gourmettare. Studi di
filosofia e di storia l’hanno spinta all’approfondimento e della divulgazione. Lettrice accanita quanto basta da scoprire nei libri la seduzione di piatti e ricette. Infine ha deciso di fare un giornale che racconti quello che a lei piacerebbe leggere. Così è nato q.b. Quanto basta, appunto.

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