Carta dell’Erboristeria, erbario rinvenuto all’ERSA

“Carta dell’Erboristeria”.  Rinvenuto dall’ERSA un erbario di 90 piante aromatiche, medicinali e alimentari. Presentate ad autorità,  istituzioni e ai direttori delle sedi culturali tre tavole in cromolitografia degli anni ’30 del secolo scorso, rivenute nelle sede dell’ERSA di Gorizia; un erbario di 90 piante spontanee aromatiche, medicinali e alimentari, scientifico e didattico.

Dopo i saluti del Direttore Generale ERSA dott. Andrea Comacchio,  ha parlato la dirigente amministrativa di ERSA dott.ssa Paola Coccolo, protagonista del recente e prezioso ritrovamento  nel sottotetto della sede di via del Montesanto a Gorizia, di tre tavole cromolitografiche “Carta dell’erboristeria”, disegnate dall’agronomo e botanico Giuseppe Pozzo nel 1931. “Il ritrovamento di queste stampe, facenti parte della biblioteca dell’ERSA (Agenzia regionale per lo Sviluppo Rurale del Friuli-Venezia Giulia), – ha sottolineato – è davvero importante. Sono tavole rare e preziose per il loro eccellente stato di conservazione e per la precisione con cui sono state realizzate all’epoca”.

Carta dell'erboristeria di Giuseppe PozzoCarta dell’erboristeria di Giuseppe Pozzo

Si tratta di un ritrovamento prezioso per la loro rarità e l’ottimo stato di conservazione, ha precisato il dott. Duilio Contindirettore della Bibliotheca Antiqua Aboca di Sansepolcro. Sono tavole di grandi dimensioni (cm 100 x 150); le 90 piante rappresentate, fedeli ai colori originali e precise nell’illustrazione botanica, erano probabilmente uno strumento didattico per le lezioni delle cattedre ambulanti di agricoltura dell’epoca; fiori e foglie sono riprodotti a grandezza naturale o con un’adeguata proporzione. Rappresentano un erbario vivo di piante spontanee aromatiche, medicinali e soprattutto alimentari, disegnato nel momento della fioritura, utile al raccoglitore di erbe per un sicuro riconoscimento.”

Carta dell'erboristeriaCarta dell’erboristeria

Affidata per la stampa alla tipolitografia Francesco Pellarini di San Daniele del Friuli, la “Carta dell’erboristeria” riveste notevole interesse scientifico. L’eccellenza della stampa è dovuta alla perizia dei tipografi friulani che già nell’Ottocento avevano realizzato dei capolavori di litografia e cromolitografia.In una libreria antiquaria milanese è stato rintracciato recentemente il corposo testo integrativo che accompagnava le grandi tavole, edito sempre nello stabilimento tipo-litografico Francesco Pellarini di San Daniele, nel 1931.

Al termine della presentazione, la dott.ssa Coccolo ha effettuato la donazione di alcune copie in formato ridotto della Carta dell’Erboristeria al Comune di Gorizia (rappresentato dall’assessore alla Cultura Fabrizio Oreti) e alla Fondazione Coronini (nella persona della curatrice dott.ssa Cristina Bragaglia). Verranno fatte pervenire anche ai Musei Provinciali, alla Biblioteca Statale Isontina e alla Fondazione Carigo. Un gesto simbolico che lascia il segno, con il quale la dott.ssa Coccolo ha voluto salutare la conclusione delle sua carriera lavorativa. Gli originali saranno custoditi presso la biblioteca dell’ERSA, ma con questa consegna le stampe entrano ufficialmente a far parte del patrimonio della comunità. La consegna all'assessore OretiLa consegna all’assessore Oreti

Tra le autorità presenti alla conferenza stampa l’Assessore regionale alle risorse agroalimentari, forestali e ittiche e alla montagna Stefano Zannier, che ha sottolineato il valore delle stampe e l’importanza di salvaguardarle: “Il ritrovamento delle tre stampe della Carta dell’erboristeria racchiude un grande valore scientifico e culturale ed è importante per la memoria storica di un ente che dalla fondazione ha fatto della divulgazione e della didattica la sua mission. Ma è anche l’occasione dalla quale muoverà il progetto di digitalizzazione del patrimonio librario storico di Ersa, e che metterà a disposizione di cittadini, storici e ricercatori pezzi rari e fondamentali per ricostruire l’evoluzione dell’agricoltura: imprescindibile strumento di crescita culturale”.

CHI ERA GIUSEPPE POZZO.   L’autore Giuseppe Pozzo, da esperto maestro di agricoltura, introduce l’erbario con cenni storici di interesse botanico relativi all’uso delle erbe in Italia; descrive inoltre le norme generali per la raccolta delle piante, l’essiccazione, la coltivazione e la vendita delle stesse, corredando il testo con i disegni delle attrezzature. Fu insegnante presso i Corsi di Erboristeria tenuti in varie Provincie della Venezia Euganea e della Venezia Giulia per incarico dell’Istituto Veneto delle Piccole Industrie di Venezia, dell’Istituto Promotore Piccole Industrie di Gorizia e per mandato delle Cattedre ambulanti di Agricoltura di Gorizia.

Romanutti

Friulana di nascita, triestina di adozione. Quanto basta per conoscere da vicino la realtà di una regione dal nome doppio, Friuli e Venezia Giulia. Di un’età tale da poter considerare la cucina della memoria come la cucina concreta della sua infanzia, ma curiosa quanto basta per lasciarsi affascinare da tutte le nuove proposte gourmettare. Studi di
filosofia e di storia l’hanno spinta all’approfondimento e della divulgazione. Lettrice accanita quanto basta da scoprire nei libri la seduzione di piatti e ricette. Infine ha deciso di fare un giornale che racconti quello che a lei piacerebbe leggere. Così è nato q.b. Quanto basta, appunto.

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