Le Cialde di Montecatini.

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Le Cialde di Montecatini.

Di sapori dolci la Toscana è colma, dal più sperduto paesino sino alle grandi città è possibile incontrare gusti e profumi che sanno incantare; piacevolezze anche inconsuete ognuna con la sua storia fatta di tradizioni, di curiosità, di persone che si impegnano a non farne perdere la memoria.

Questa volta vengo a raccontare che cosa sono le Cialde di Montecatini.

Le Cialde di Montecatini sono dolci caratteristici di questa località termale toscana, realizzate con pochi ingredienti di ottima qualità, si presentano in una classica forma rotonda con leggero ripieno di mandorle e zucchero.

Il composto viene assemblato e poi cotto utilizzando delle piastre; una volta ottenute due sfoglie verranno farcite con una miscela interna fatta con delle mandorle pugliesi macinate e zucchero granulare, poi verranno cotte in un tutt’uno.

Così nasce un biscotto unico, che risulta essere: compatto, friabile, fragrante, croccante.

Sono dischi dorati e sottili (circa 2 millimetri di spessore per 20 centimetri di diametro), finemente stampigliati con i simboli della città di Montecatini.


Le cialde originariamente non erano di origine italiana, furono portate in Toscana dalla Boemia all’inizio degli anni 20 del secolo scorso, precisamente da Karlovy Vary, curiosamente anche questa era una città termale.

Furono i Gley, una famiglia di ebrei boemi che fuggivano dalle persecuzioni in Cecoslovacchia.

Nel 1936, quando l’oppressione nazista cominciò a rendere pericolosa la vita delle famiglie ebraiche anche in Italia, i Gley cedettero la loro impresa ad Orlando Bargilli e fuggirono dall’Italia.

Orlando Bargilli raccolse i loro insegnamenti professionali e portò avanti la realizzazione di quella particolare arte pasticcera di quel tipo di wafer, che poi personalizzò e collegò agli ingredienti italiani.

Avvenne così la mutazione dei wafer boemi nelle cialde nostrane.

La ricetta originale e storica della famiglia Bargilli ovviamente è segreta, ma è possibile replicare a casa un prodotto molto rassomigliante invitante e aromatico.

Le cialde croccanti si preparano facilmente in ogni cucina con pochi ingredienti e una padella antiaderente.

Ricetta casalinga:
Ingredienti:

3 uova,

80 gr di zucchero a velo, 80 gr di farina 00, 80 gr di burro fuso,

1 cucchiaino di estratto di vaniglia,

fine granella di mandorle (o farina di mandorle),

zucchero semolato q.b.

Procedimento:

Lavorare le uova intere con lo zucchero a velo in una ciotola usando una frusta.

Aggiungere l’estratto di vaniglia.

Unire la farina setacciata alternandola con il burrovfuso tiepido.

Mescolare bene fino ad ottenere una pastella liscia e senza grumi.

Scaldare una padella antiaderente a fuoco medio. Versare un cucchiaio di impasto e stenderlo sottilmente con il dorso di un cucchiaio.

Cuocere per circa 2 minuti per lato finché la cialda non diventa dorata.

Prendere un disco ancora caldo, cospargere la superficie con un velo di granella di mandorle.

Chiudere con un secondo disco di cialda caldo premendo leggermente in modo che il calore faccia aderire le due parti con il ripieno.

Mettere le cialde pronte su una teglia, tenendole leggermente schiacciate con un peso piatto per farle restare sottili e uniformi, quindi lasciale raffreddare completamente.

Come si utilizzano:
Sono ottime da inzuppare nel tè, nel caffè o nella cioccolata calda.
Si gustano da sole come snack o a fine pasto e si abbinano perfettamente al gelato, alla panna montata.
In accompagnamento a vini dolci e passiti.

 

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Sono nato a Massa Marittima (GR) il 13 febbraio 1951. Vigile urbano prima e funzuinario all’Ufficio Urbanistica poi, la mia vita è sempre stata guidata da un forte spirito di gratuità e amore per la Maremma. Nel 1985 ho anticipato i tempi, fondando l'Associazione "Amici della Birra", diventata un riferimento nazionale. Con Slow Food, però, dal 2002 al 2018, ho dato forma a progetti di grande impatto sociale e ambientale. Ho collaborato attivamente con Slow Food Editore alla stesura di storiche guide (Osterie d'Italia, Guida agli Extravergini, Vini d’Italia e molte altre), mettendo la mia esperienza al servizio della narrazione gastronomica e produttiva del Paese. Nel 2018 ho lasciato gli incarichi attivi in Slow Food per dedicarmi a tempo pieno alle mie passioni più care: fare il nonno e scrivere. Oggi collaboro stabilmente con La Torre Massetana e nel 2024 ho pubblicato per Ouverture Editore la mia raccolta di racconti: "Nonno, mi racconti una storia".
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