Sagra della castagna IGP di Serino: un successo la 49esima edizione

Sagra della castagna IGP di Serino: un successo la 49esima edizione
Sagra della castagna IGP di Serino: un successo la 49esima edizione
Tre giorni di sapori e tradizioni ai piedi del Terminio. Bagno di folla a Serino per l’attesa sagra.
Un vero successo la quarantanovesima edizione della tanto attesa sagra della castagna IGP a Serino, in provincia di Avellino.
Il borgo situato ai piedi del monte Terminio è tornato a rianimarsi tra sapori e spettacoli promuovendo uno dei suoi principali prodotti autoctoni, ovvero la castagna.

Infatti, essa rappresenta una delle principali colture dei Picentini, insieme alle nocciole, tanto da conquistare anche l’ambito IGP ovvero il marchio di “Indicazione Geografica Protetta”.

La storia di questo frutto inizia secoli fa, quando i monaci benedettini di Cava de’ Tirreni, fra il XII ed il XIII secolo si dedicarono alla cura e sviluppo dei castagneti.
Un percorso cominciato lungo l’intera catena dei Picentini, facendo sì che questa produzione, tramutatasi in fiorente economia locale, si valorizzasse fino ai giorni nostri.
Rispetto ad altre tipologie di castagne, il Marrone di Serino presenta una pezzatura media, croccante al palato ed un sapore dolce.
Queste carattertiche la rendono ideale sia per il consumo fresco sia per quello derivato, non a caso impiegata anche per zuppe e dolci.
Esso si suddivide in due varietà.
La Verdole caratterizzata da una pezzatura più piccola ed impiegata per lo più come impollinatrice, e la Santimango, quest’ultima nota anche come Montemarano, di un calibro medio – grande e maggiormente croccante.

Le caratteristiche di entrambe le varietà hanno reso la castagna un frutto esportato e tra i migliori dal punto di vista qualitativo a livello nazionale.

Ed è proprio all’inizio dell’autunno che alla castagna di Serino si rende omaggio, attraverso l’omonima sagra.
La comunità irpina ha celebrato con un bagno di folla quasi “mezzo secolo” di traguardo, elevando l’appuntamento tanto atteso a una delle più “antiche festività irpine”.
L’evento gastronomico si è svolto da venerdì nove a domenica undici ottobre presso la frazione di Rivottoli, antistante la chiesa di Sant’Antonio da Padova, figura religiosa legata proprio alla natura.
È stato quindi possibile assaporare attraverso le viuzze del casale le tradizionali caldarroste, ma anche pietanze tipiche quali zuppe contadine a base di fagioli e salsiccia, pasta fresca con funghi porcini, spezzatini con castagne accompagnate da del buon vino Aglianico, bocconotti e tronchetti di castagna.

Il programma ha visto non solo degustazioni, ma anche musica popolare, laboratori e spettacoli.

In particolare, all’interno del campanile cinquecentesco è stato allestito un piccolo ma significativo “museo della castagna”.
Quest’anno, l’offerta è stata arricchita con nuove e diverse attività.
Aperitivi diffusi, pedalate tra i castagneti, visite ai principali luoghi di culto (convento di San Francesco, chiesa di Santa Maria della Sanità a Santa Lucia).
Riduttivo, è considerare la sagra un mero evento gastronomico.
Infatti come ogni borgo d’Italia, la cucina tipica si fonde con la cultura, la Fede e le tradizioni della comunità locale.
Basti pensare che durante il periodo Pasquale, si è soliti esporre dalle finestre rami di pino o abete, definiti “frasche”, insieme ad arance o limoni quale rito di buon auspicio, legame e rinascita.
Natura e Fede quindi si incrociano ed intrecciano, fondendosi.
“La sagra è per noi il simbolo della nostra comunità, della nostra economia…insomma è vera e propria identità, rappresenta le nostre radici” spiega la famiglia Rocco, una delle tante proprietarie di castagneti in Serino.
Tuttavia, le sfide non mancano: parassiti, come il cinipide, infestano gli alberi e la scarsità di manodopera per la cura e la raccolta, rappresentano i principali ostacoli per la produzione che un tempo era incentrata all’interno dei nuclei familiari.
Per alcuni, ancora oggi, la produzione di castagne rappresenta un’attività parallela, che viene ancora esercitata e conciliata con quella principale.
“Un tempo chiudevamo prima le attività commerciali per dedicarci, in questa stagione, alla raccolta durante il primo pomeriggio fino al crepuscolo.
Oggi è più complicato, alcuni castagneti sono raggiungibili solo con muli o a piedi, e quindi giacciono incolti.” proseguono i Rocco.
Tuttavia, la castagna continua a rappresentare l’essenza della comunità, che si è apprestata a celebrarla con orgoglio nei giorni scorsi.
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Pierfrancesco Maresca, classe ’93 è laureato in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Salerno. Originario dell'Agro nocerino -sarnese, inizia a scrivere nel 2019 collaborando presso varie testate, sia cartacee sia digitali, per poi conseguire l’iscrizione nell'elenco dei Giornalisti pubblicisti presso l’Odg Campania nel 2022. Stanco di occuparsi di cronaca e politica, approda su "Di Testa e di Gola" cimentandosi in un nuovo ed appassionante ambito, grazie al quale può contribuire alla valorizzazione e divulgazione del proprio territorio, nonché delle sue specialità. É infine autore di saggi e romanzi.
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