Vino Sapiens, l’enoteca dei vini geniali
Nel cuore di Centocelle, in via dei Platani, Vino Sapiens è l’enoteca di Costantina e Marco.
Nata da una passione smisurata per alcune tipologie di vino e, soprattutto, dallo stupore generato dall’assaggio e dall’incontro con chi quei vini li produce.
Nasce così, il concetto di “Vino Sapiens”: un vino geniale, capace di portare l’esperienza oltre il semplice “mi piace”. Oltre il palato e le consuete categorie di percezione.
Un gusto che passa anche attraverso il sapere, la conoscenza del territorio, delle persone e delle storie che stanno dietro a ogni bottiglia, fino a trasformarsi in stupore.
Per questo Vino Sapiens non è un’enoteca generalista e non pretende di rappresentare l’intero panorama enologico italiano e internazionale.
La scelta è esattamente opposta: non avere tutto, ma selezionare. Sugli scaffali trovano posto quei vini che, secondo Costantina e Marco, incarnano i valori e la filosofia che vogliono trasmettere attraverso la loro attività.
Una scelta che nasce anche dalla volontà di differenziarsi dalle enoteche più storiche del quartiere.
Privilegiando vini che non si trovano ovunque, territori meno percorsi e varietà autoctone.
È questa filosofia a fare da filo conduttore alle loro degustazioni gratuite, “Assaggi di Vite”: quattro etichette per ogni incontro.
Oggi offrire gratuitamente un percorso di assaggio è cosa non da poco.
Permette a chi è semplicemente curioso di avvicinarsi al vino. Ed a chi già abitualmente beve, di provare qualcosa di diverso e scoprire vitigni, territori e produttori meno conosciuti.
Accanto a questi appuntamenti, l’enoteca porta avanti anche altre iniziative.
Vino Sapiens dispone infatti di una sala da quaranta postazioni, destinata a corsi e degustazioni.
Un ulteriore modo di intendere l’enoteca non soltanto come luogo di acquisto, ma anche come spazio di incontro e conoscenza
Ma torniamo agli assaggi, per un piccolo viaggio attraverso l’Italia del vino.
Dal Veneto alla Sardegna
Ad aprire il percorso è X-Time Extra Dry di Cantine Umberto Bortolotti, spumante realizzato con metodo Martinotti. Nel blend trovano spazio Glera, Chardonnay e Pinot Bianco. La storia della famiglia Bortolotti è profondamente legata a Valdobbiadene e alla produzione spumantistica.
È un vino giocato soprattutto sul frutto, fresco e immediato. E caratterizzato dalla scelta del produttore di prolungare l’affinamento in autoclave rispetto ai tempi normalmente sufficienti per questa tipologia.
Ciò produce maggiore complessità aromatica mantenendo al tempo stesso freschezza e immediatezza del frutto.
Nel calice emergono pulizia, precisione e una componente fruttata che lo rende particolarmente adatto all’aperitivo.

Dalle bollicine venete si passa alla Sardegna con Contini, storica azienda di Cabras, in provincia di Oristano.
Nel calice arriva Mamaioa, un Vermentino di Sardegna in purezza, vinificato prevalentemente in acciaio con una piccola parte della massa lavorata in cemento.
È un vino biologico di buona struttura, ma soprattutto immediato nella sua impronta mediterranea.
La sua caratteristica più evidente è la sapidità. La bocca resta pulita e, nello stesso tempo, viene stimolata a un nuovo sorso.
È proprio qui che il vino mostra la sua vocazione gastronomica: non cerca concentrazione o imponenza, ma freschezza, bevibilità e capacità di accompagnare il cibo.

La Puglia nel calice
Il viaggio prosegue verso sud, in Puglia, con Gelso Rosa di Podere 29, rosato ottenuto da Nero di Troia. L’azienda si trova nella Daunia, nell’agro di Cerignola, in un territorio non lontano dal mare.
È una zona molto asciutta, segnata da lunghi periodi di siccità. Durante la degustazione viene raccontato come le viti sviluppino radici profonde e come proprio le condizioni climatiche contribuiscano alla concentrazione delle uve.
Nel bicchiere Gelso Rosa si allontana dall’immagine più consueta del rosato pugliese, avvicinandosi per stile a un’impostazione più provenzale.
Al naso emergono il frutto e sensazioni minerali, fino a richiami quasi fumé. Al palato ha presenza, freschezza e sapidità, pur mantenendo una bevuta piacevole e immediata.

Il Torcolato di Firmino Miotti
A chiudere la degustazione è forse il vino più particolare del percorso: il Torcolato di Breganze di Firmino Miotti. Vino dolce passito ottenuto da Vespaiola, varietà tipica di questo territorio veneto.
Il nome Torcolato richiama l’antico metodo di appassimento: dopo la raccolta, i grappoli venivano legati, “torcolati”, a una corda e appesi al soffitto. Quì erano lasciati appassire prima della pressatura, tradizionalmente effettuata nel periodo invernale.
Nel bicchiere arriva inizialmente una sensazione eterea, quasi di grappa. Con il tempo il vino cambia, si apre e prende il sopravvento l’ondata dolce. Ma è la freschezza dell’uva vespaiola a impedirle di diventare stucchevole.
Nel finale compare anche una sensazione ammandorlata, mentre la lunga persistenza ne suggerisce l’abbinamento con formaggi, in particolare erborinati.
È un assaggio che offre lo spunto per riconsiderare un’intera categoria, quella dei vini dolci, talvolta liquidata troppo rapidamente.
Dietro un vino di questo tipo ci sono appassimento, rese più basse e una fermentazione che richiede particolare attenzione. Un lavoro importante che restituisce vini capaci di trovare nell’equilibrio, e non semplicemente nella dolcezza, la propria identità.
Ed è questo il filo che lega quattro vini apparentemente così diversi: la ricerca di una personalità prima ancora di un nome conosciuto.
Vino Sapiens non cerca quindi di mettere sugli scaffali tutto ciò che il mercato del vino può offrire. Sceglie, seleziona e racconta.
E la possibilità, una volta al mese, di avvicinarsi gratuitamente a quattro etichette, ascoltarne la storia e assaggiarle diventa coerente con la stessa filosofia
Offrire un’occasione per conoscere il vino prima ancora di giudicarlo.
Perché il gusto, nella filosofia di Costantina e Marco, non si ferma al palato e neppure al semplice “mi piace”. Passa attraverso la conoscenza e può arrivare fino allo stupore.
Per questo è Sapiens.
Vino Sapiens – Antichi Vini d’Avanguardia



