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Nel segno dell’aristocrazia: the afternoon tea!

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In tutto il Regno Unito c’è qualcosa ancor più tipico e antico del fish&chips, della salsa gravy, della birra e addirittura del calcio e che corrisponde al nome di “afternoon tea”.

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     La storia racconta di un’usanza molto antica e difficile da datare, ma è ben più noto invece, che lo sviluppo maggiore risale al diciannovesimo secolo.
Siamo nell’alta aristocrazia inglese e in questo contesto i nobili usavano avere due pasti al giorno, colazione di buon mattino e cena verso le venti.
Un giorno però, la duchessa Anna di Bedford lamentò ai suoi servi un feeling di spossatezza dovuto al lungo intervallo tra un pasto e l’altro. Così gli stessi rimediarono al danno portando un pot di tea con alcuni snack leggeri per non appesantire eccessivamente la duchessa.

     Questo avvenimento teoricamente accadde tra le quattro e le sei del pomeriggio e fu molto gradito dalla nobile che prese l’abitudine da subito di avere un intra-pasto pomeridiano alla medesima ora tutti i giorni. 
La cosa girò velocemente tra le altre corti e si vide anche un aumento esponenziale del consumo del tè.

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     Con il progresso e il benessere durante e dopo la rivoluzione industriale, questo vero e proprio rito si espanse prima al ceto medio britannico e poi al resto della popolazione. Ogni città anche di minima rilevanza turistica, ogni catena di ristorazione e quasi ogni business del settore offrirà così, tra le quattro e le sei del pomeriggio la possibilità di consumare l’amatissimo afternoon tea.

In che consiste tale pasto?

     Con una serie infinita di varianti possiamo comunque affermare che i passi fondamentali sono: essere servita su un “esibitore” e cioè una specie di vassoio a strato multiplo; va teoricamente consumato dal basso verso l’alto dove avremmo di conseguenza dei mini sandwich alla base per il lato salato (savoury side), degli scones o similari con “clotted cream” e panna per il salato-dolce (half way flavour) e varie tipologie di dolce sulla punta (sweet top).

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Andiamo nello specifico e nel tecnico adesso

    I sandwiches sono tipicamente di 4 tipi diversi: ham&cheese, tuna&mayo, salmone e sour cream, cucumber e formaggio fresco. La sour cream è ovunque in UK, ed è fondamentalmente a base di aglio, cipolla e leggermente piccante.

     Lo scone è abbastanza famoso e tipico inglese, con un impasto leggermente salato dato dal tipo di burro con cui viene fatto, contrasta perfettamente il sapore con l’uva passa al suo interno, dolce e delicata. Va accompagnata per gli intenditori da panna e soprattutto la clotted cream, qualcosa di inspiegabile ma che possiamo catalogare nelle varietà di burro e caratterizzato da testura cremosa.

     La conclusione dell’afternoon tea avviene coi dolci sulla punta della piramide-vassoio e in questo caso c’è libera scelta di chi serve, tanto si può avere cioccolato, vaniglia, costarda, toffee, pistacchio, fragola e quant’altro.

Il tutto va accompagnato sempre con un “pot” di tè.

     Cos’è un pot? Niente di più facile: non è altro che una teiera per due.
Se siete di matrice britannica un pot però sarà appena sufficiente per uno, ma se siete di qualsiasi altra parte del mondo esso andrà bene per tre o anche quattro persone. Questione di abitudini. Il pot con le tazze annesse saranno sempre molto decorate e di stile quantomeno barocco.

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     Ultima cosa! Che tipo di tè scegliere? Questo è un dramma per molti.
Infatti, qui in UK ognuno ha gusti ben specifici per quanto riguarda tale bevanda. Per andare comunque sul sicuro è consigliabile un classico English tea, Black tea o Earl Grey anche perché sono gli unici su cui si può aggiungere latte e in teoria il tè dell’afternoon tea richiede appunto latte.

Green tea, mint tea, vanilla chai, red tea ed annessi hanno scopi e finalità differenti. Ma questa è un’altra storia.

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Dopo aver completato un percorso formativo in Turismo per i Beni Culturali, inizio a studiare da autodidatta Economia e Finanza Internazionale. Sono sempre stato attirato verso la scoperta del nuovo e proprio questa mia passione mi ha fatto trasferire subito dopo la laurea in Inghilterra. Sono rimasto oltre tre anni a Londra e oggi per questioni lavorative vivo tra Manchester e Oslo. Appassionato anche di cibo e scrittura, ho potuto fondere le due cose iniziando a collaborare con "Di Testa & Di Gola". Essendo instancabile viaggiatore, il mio scopo è quello di apportare informazioni e curiosità riguardo le arti culinarie dei paesi esteri. Troppe volte ho sentito dire che le uniche cucine degne di nota sono quella italiana e francese. Senza rinnegare le mie origini, cerco di dimostrare che in luoghi impensabili esistono spesso sapori sconosciuti ai più e che meriterebbero maggior interesse. Inoltre mi impegno a diffondere un nuovo concetto sulla cucina italiana e cioè, non tutto si riduce a pasta e pizza, un luogo comune molto, a volte fin troppo, radicato; ma che abbiamo prodotti di ogni tipo degni di nota, con speciale focus circa la pasticceria napoletana e del sud in generale.