Il Wengè la scommessa vincente a Pontelatone

Francesco Scaramuzzo

Il Wengè la scommessa vincente a Pontelatone

Ci sono luoghi che anzichè sentirsi di PIU’ amano sentirsi MENO.

E, intendiamoci, non si tratta di sminuirsi ma di darsi il giusto “valore sociale”, senza per questo rinunciare a qualità e contenuto.

Questa è la storia del Wengé di Pontelatone, locale di Pontelatone che il suo titolare insiste nel volerlo definire BAR.

Questa parola era desueta ormai nella sua reale accezione, quasi svilita ed associata a luoghi trasandati, bui dove la maggiore attività era la partita a carte o il bicchierino.

Ma il BAR non nasce con questo abito. Il BAR è un luogo che, soprattutto nei piccoli centri, significa socialità, punto di ritrovo, alternativa al poco che il luogo stesso può offrire, e se vogliamo anche “restanza”.

Francesco Scaramuzzo

Francesco Scaramuzzo, 20 anni orsono, ha dato via a questa cosa trasformando lentamente e con acume e intelligenza il BAR prima nel punto di ritrovo e poi in un locale con una bottiglieria di spirits con oltre 500 etichette e una bella cantina sia per vendita che per mescita.

Il locale ha una ventina di posti e una volta che apre con il servizio di caffetteria, poi si apre al pranzo con piccole proposte veloci e finisce a sera con l’appeal della vineria d’antan.

E’ proprio in tale ultimo contesto che si inserisce un altro giovane pontelatonese con numerose esperienze stellate:  Marco Di Domenico.

Marco Di Domenico

Marco ha decisamente idee e lo ha già lasciato intendere con un primo assaggio di quello che proporrà dalla metà di ottobre.

La serata press dinner ha evidenziato le grandi capacità di questo ragazzo formatosi all’ALMA e con una serie di esperienze importantissime come il JK di Parigi o il Moebius di Milano.

Grande mano e grande senso del territorio con una serie di assaggi dove il territorio ora abbraccia idealmente la tradizione o si ingentilisce attraverso iconiche preparazioni francesi.

E’ il caso di “sottobosco”, croccantissima crocchetta che, sormontata da un salame di bufalo, racchiude un delicato purè in pieno stila francese con funghi e tartufi.

Sottobosco

Non da meno il “ricordo di pizzaiola” dove la carne è cotta con una leggerissima applicazione della tecnica shabu shabu e poi una volta adagiata sul piatto addizionata di ciuffi di pomodoro di lunga cottura, origano e aglio per riportare i sentori classici del piatto campano.

ricordo di pizzaiola

Da applauso la zuppa di cipolle cotta alla francese e sempre in questo stile racchiusa assieme a del formaggio di pezzata rossa in un golosissimo Croque-monsieur. Assolutamente irresistibile e candidato a diventare un signature dish del locale.

zuppa di cipolle

Ottima lievitazione e tecnica di gestione dell’impasto e della cottura dello stesso sul localissimo Bufala & Bufalo, padellino con insalata, mozzarella di bufala e carpaccio di bufalo.

Bufala & Bufalo

Magnifica la lardiata assolutamente eretica ma non per questo meno gustosa e ruffiana guarnita con fette di lardo sottilissime e conciato romano ad abbracciare dei classici mezzanelli spezzati.

A chiudere un gianduiotto a forma di formaggino con nocciola avellana e caffè.

Il menu sarà ufficializzato il 24 ottobre 2026 dalla cena e sicuramente godrà nuovamente della nostra attenzione.

C’è anche una seconda interessante novità

La “Signature Collection”, una intrigante carta composta da sei cocktail con una visione contemporanea e ricercata e una carta dei vini che si propone di essere territoriale, interessante, originale e bilanciata nei prezzi.

È una evoluzione di crescita e consapevolezza di Manolo e Francesco Scaramuzzo.

Manolo Scaramuzzo

Il primo autodidatta di mixology, ma con oltre vent’anni di esperienza, tempo in cui ha maturato una grande conoscenza generale.

Negli ultimi anni si è concentrata sugli alcolici del Sud America (Mezcal artigianali e ancestrali, e poi Pisco e Cachaça), approfondendo anche la conoscenza dei Vermouth italiani di piccoli produttori artigianali.

Il secondo, Francesco, stessa esperienza sul campo, poi diplomato AIS e produttore a sua volta di Pallagrello e Casavecchia.

Il vino per lui è un racconto, non una riga sulla carta, scegliendo con passione dalla nostra provincia, dalla regione e dai territori vitivinicoli mondiali che lo appassionano per valore e originalità.

Abbiamo avuto l’occasione di saggiare cucina e le nuove proposte della “Signature Collection” in occasione di una serata per la stampa, in cui con passione e coraggio, col cibo sono stati proposti i sei nuovi mix.

OPALINE, abbinato con “Sottobosco” Croquette di funghi.

Opaline

“Rappresenta la ricerca sulle infusioni contemporanee, attraverso un gin home made alla pera e vaniglia che dialoga con Vermouth dry e Jefferson in una costruzione essenziale, precisa e moderna.

” Prima di tutto è bello, un colore ambra chiaro elegantissimo, tramato di inclusioni scure.

È un inizio notevole e impegnativo, ma molto ben bilanciato e chiaro nei sapori, pericolosamente beverino.

AFTERGLOW con il “Ricordo di Pizzaiola”.

AFTERGLOW

“Bourbon Bulleit, Vermouth ai canditi, Angostura e note agrumate costruiscono una progressione calda, persistente e armonica”.

Al naso il Bourbon la fa da padrone, ma nel sorso arrivano anche le note amare e speziate, anche questo molto bello nella coppa con una golosa parte solida appoggiata sull’orlo.

CASA HISUI con la “Zuppa di cipolle”

CASA HISUI

Toast di zuppa di cipolle con formaggio pezzata rossa.

“Questo invece esplora un dialogo tra culture, intrecciando la struttura della Tequila Espolòn Añejo, con tè matcha, lime e passion fruit in una costruzione dal profilo fresco e complesso”.

È quasi un long drink, elegante nel suo bicchiere opaco.

Molto interessante per la complessità degli aromi, buono come after dinner o con un dolce alla frutta, meno con il capolavoro di tecnica e immaginazione che accompagnava.

CALÌA, con “Bufala e bufalo” Padellino con mozzarella di bufala e filetto di bufalo marinato.

CALÌA

“Questa proposta interpreta una sensibilità mediterranea contemporanea, dove Gin Mare Capri, bergamotto e miele costruiscono una trama aromatica morbida e luminosa, definita da un finale lievemente piccante al peperoncino”.

Sorprendente e gustosissimo, un mix davvero ponderato, pieno di profumi e rimandi, di sapori e memorie. Servito benissimo, con un peperoncino rosso apotropaico, non solo decorativo, e con una effervescenza che davvero sembra un gorgoglio marino; anche questo ascende assai golosamente.

SUSPIRIA, con la “Lardiata con Conciato Romano” (Presidio Slow Food).

SUSPIRIA

“Nasce come un twist contemporaneo su base Tanqueray N°10, in cui la freschezza di pompelmo rosa e limone trova una dimensione più strutturata grazie a una chiusura al vino rosso che ne amplifica profondità e carattere”.

Affascinante per la doppia fascia cromatica è probabilmente il più gastronomico dei mix della “Signature”, grazie alle botaniche speciali del Gin, tutte modulate sugli agrumi e poi ammansite dalla camomilla.

E grazie ovviamente al Casavecchia, come dire l’enfant du pays, che smorza il distillato, ingaggiando un’interessante duello a beneficio del gusto che non si stanca mai.

Con la Lardiata al Conciato Romano costituisce un vero esempio di abbinamento cibo-mix riuscito.

CINDER con Gianduiotto nocciola e caffè.

CINDER

“La dimensione più intensa della Signature Collection emerge qui, dove Rum Don Q Reserva 7, liquore di nocciole, Braulio e caffè espresso si fondono in una miscela profonda e avvolgente, pensata per una degustazione più lenta e meditativa”.

Lo definirei un Alexander del terzo millennio: vellutato, gustoso, e davvero goloso.

Anzi, più complesso e persino più elegante del prototipo, un finale raffinatissimo.

Personalmente siamo certi che il Wenge è uno di quei locali sicuramente candidati a raccogliere l’interesse della città e provincia casertana.

Il passo verso un’offerta di cucina e la mixology applicata ad essa lo renda al contempo sia locale di tendenza che BAR, senza che l’anima di quest’ultimo si diluisca nei tanti ottimi drink che vengono serviti.

IL WENGE

PIAZZA MUNICIPIO, 81040 Pontelatone CE

Telefono: 0823 330767

Aperto tutti i giorni dalle 6,00 alle 2,00

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Di formazione classica sono approdato al cibo per testa e per gola sin dall’infanzia. Un giorno, poi, a diciannove anni è scattata una molla improvvisa e mi sono ritrovato sempre con maggior impegno a provare prodotti, ad approfondire argomenti e categorie merceologiche, a conoscere produttori e ristoratori. Da questo mondo ho appreso molte cose ma più di ogni altra che esiste il cibo di qualità e il cibo spazzatura e che il secondo spesso si mistifica fin troppo bene nel primo. Infinitamente curioso cerco sempre qualcosa che mi dia quell’emozione che il cibo dovrebbe dare ad ognuno di noi, quel concetto o idea che dovrebbe essere ben leggibile dietro ogni piatto, quella produzione ormai dimenticata o sconosciuta. Quando ho immaginato questo sito non l’ho pensato per soddisfare un mio desiderio di visibilità ma per creare un contenitore di idee dove tutti coloro che avevano piacere di parteciparvi potessero apportare, secondo le proprie possibilità e conoscenze, un contributo alla conoscenza del cibo. Spero di esservi riuscito. Il mio è un viaggio continuo che ho consapevolezza non terminerà mai. Ma è il viaggio più bello che potessi fare.
Come e perché, sono le mie domande preferite. Studi classici e poi Architettura, mi sono sempre occupato di design, fotografia e arte. Sono giornalista pubblicista e dirigo il Caffè, settimanale di politica e cultura a Caserta, scrivendoci, dalla fondazione, soprattutto di fotografia e arte contemporanea. La “chiamata di Bacco” è arrivata grazie ad alcune visite in vigna insieme a produttori appassionatissimi (uno per tutti, Corrado D’Ambra, quanto ci manca!) che di questa passione mi hanno evidentemente contagiato. Docente dei Master of Food sul vino di Slow Food e della Fisar, ritengo che il vino sia un fenomenale condensato di sapere e, soprattutto, di piacere, da trattare, però, senza troppe spocchie.
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