Nasce il Trivial Pursuit sulla cucina italiana 

Nasce il Trivial Pursuit sulla cucina italiana

Essendo il calcio uno sport assai popolare, molti si credono degli allenatori, talora dei commissari tecnici della nazionale, ascrivendosi la capacità di scegliere gli schemi migliori, e i giocatori più idonei.

Dal calcio alla gastronomia

Proviamo a cambiare poche parole, declinando la massima in ambito gastronomico: il risultato non cambierà.

“Essendo la cucina uno sport  assai popolare, molti si credono degli chef, talora degli stellati, ascrivendosi la capacità di scegliere le ricette migliori, e le materie prime più idonee”. Punto.

Ma – come per il calcio – chi, fra di noi, conosce per davvero la cucina italiana?

Fra poco ci sarà il modo per scoprirlo grazie al Trivial Pursuit Cucina Italiana: il progetto è stato presentato questa mattina presso l’Accademia Gualtiero Marchesi ETS, che ne ha assunto la curatela scientifica.

Il Trivial Pursuit Cucina Italiana

Trivial Pursuit Cucina italiana

La prima tiratura sarà di 5000 copie, e guarda in direzione  del Natale 2026: il gioco si potrà trovare da fine novembre in vari punti vendita, fra cui le librerie Feltrinelli.

A coordinare il progetto è stata Chiara Galbiati, che è pure la responsabile di tutti i progetti culturali della Fondazione Gualtiero Marchesi.

Le domande contenute nel gioco sono 1800, tante e tali da metterci alla prova.

Per questo il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha autorizzato l’utilizzo del logo UNESCO, l’organizzazione internazionale che il 10 dicembre dello scorso anno ha riconosciuto la Cucina Italiana come un patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

I filoni nei quali i giocatori saranno interrogati sono sei.

Storia e Tradizione; Ingredienti e Materie Prime; Ricette e Tecniche; Arte, Curiosità e Cultura; Grandi Chef e Ristoranti; Vini e Bevande.

A “scriverle” sono stati vari giornalisti e scrittori, ma soprattutto vari grandi chef tra i quali Heinz Beck, Riccardo Camanini, Antonino Cannavacciuolo, la famiglia Caputo, Moreno Cedroni, la famiglia Cerea, Carlo Cracco, Antonia Klugmann, Norbert Niederkofler, Davide Oldani, Valeria Piccini, Niko Romito, Angelo Sabatelli e Marco Sacco.

«Gualtiero Marchesi amava ricordare una frase di Paul Bocuse: “La cucina francese tramonterà quando i cuochi italiani si renderanno conto del patrimonio di prodotti e ricette di cui dispongono“.

Diceva sempre, poi, che la nostra, grazie alla molteplicità di microclimi differenti, è la cucina più fusion del mondo.

Con questo progetto, quindi, restituiamo voce e dignità a un patrimonio che il mondo intero ci riconosce», ha dichiarato in chiusura Enrico Dandolo, Presidente della Fondazione Gualtiero Marchesi ETS.

Il Trivial Pursuit Cucina Italiana verrà preferito al Trivial Pursuit classico, che ha compiuto 46 anni? Staremo a vedere.

La conferenza si è chiusa con l’iconico Spaghetto freddo con caviale ed erba cipollina del Maestro Gualtiero Marchesi

 

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Giornalista e critico cinematografico ed enogastronomico per Il Messaggero, Gambero Rosso, Radio Roma Capitale e Cinecritica. Insegna Giornalismo Culturale e Storia dell'alimentazione in Sapienza, ed è regista del film Fritti dalle stelle, un documentario satirico sull'alta ristorazione visibile su Prime video. È inoltre autore e conduttore del programma "Come ti cucino un film", in onda su Gambero Rosso Channel, nel quale - grazie alla Cinestologia - racconta il cinema con delle associazioni alla tavola.
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