Il Cuciniello: una ricetta antica in chiave moderna

Sono sempre stato affascinato dalle antiche colazioni, dalle vecchie maniere di cucinare “quel che si aveva in credenza”, da come veniva messa su una cena veloce ma allo stesso tempo gustosa ed energetica.

Da emozionanti ricordi familiari del passato, ho scoperto il Cuciniello

Una semplice cena che consisteva nel cuocere sul camino, in un coccio di terracotta, del formaggio fresco accompagnato da verdure spontanee o ortaggi di stagione, uova fresche di giornata e olive.

Da questo è nata la voglia e la curiosità di riuscire a creare un piatto contemporaneo, che avesse però la stessa intensità di sapori e profumi di quei poveri ma “nobili” prodotti.

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Ingredienti per 2 porzioni

  • 200 gr olivenNere Peranzane in salamoia
  • 6 cucchiai ricotta di bufala
  • 2 uova
  • 300gr di piselli surgelati (o usate verdure e ortaggi di stagione)
  • 1 sponsale
  • 1 gr xantana
  • olio EVO, sale, pepe
  • germogli misti

Procedimento

Denocciolare le olive, asciugarle con un telo di lino e mettere a disidratare a 80 gradi per 24 ore in una teglia forata rigirandole di tanto in tanto. Una volta pronte, raffreddarle e passarle al polverizzatore. Mettere da parte.

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Fare un soffritto con olio EVO e sponsali e scottare i piselli surgelati, aggiungere una manciata di ghiaccio e una volta sciolto frullare con l’aggiunta della xantana per stabilizzare la salsa. Passare allo chinoise e tenere da parte.

Cuocere in acqua bollente le uova per 4 minuti precisi, scolarla e passare in ghiaccio per una manciata di secondi, sgusciarli e metterli da parte.
Velocemente, su piatto piano abbastanza capiente, formare una mezzaluna con la ricotta e spolverarla con la polvere di olive.

Distribuire a piacere la salsa di piselli, i germogli ed infine l’uovo.

Aggiungere un filo di olio EVO  e servire immediatamente.

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  • ..grazie Giustino per la pubblicazione!!..

    Dario Perrella 15 Ottobre 2015 0:50 Rispondi
    • Grazie a te, Dario, per condividere con noi le tue ricette sempre curiose e sicuramente da provare anche per chi non vive in Puglia….La storia del nostro cibo, amplifica la cultura e la conoscenza di ogni angolo del nostro Paese….Ciaooo

      Stefania Milani 17 Ottobre 2015 10:28 Rispondi

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