La ricetta della pasta al pesto del Gattopardo

Se leggete il famoso libro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa non troverete questa ricetta ma tante altre davvero esaltanti e gustosissime, tutte connotate da una nota comune: l’elevatissima difficoltà di esecuzione.
Tra questi forse quello che incarna di più tale carattere e che un giorno vi racconteremo è il Trionfo di Gola, un dolce dalla complicatissima esecuzione e dal gusto paradisiaco.
Il libro, pubblicato postumo alla dipartita dell’autore, però ha scatenato nell’immaginario collettivo siciliano una corsa alla creatività di quell’esaltazione di sapori tipicamente di Trinacria che i racconti de Il gattopardo hanno ingenerato. Così pochi anni dopo la rivalutazione del famoso romanzo è nata questa ricetta che accoppia alla sua facilità di esecuzione anche un gusto tutto siciliano.
Unica condizione per la sua esecuzione è l’uso tassativo degli ingredienti. Niente scorciatoie quindi o frasi del genere “metto la tale altra cosa tanto è lo stesso”. Non è lo stesso. Non può esserlo:

Eccovi la ricetta.

Ingredienti per 4 persone
320 gr. di pasta (penne rigate o conchiglioni rigati)
100 gr. di pistacchi sagusciati al naturale
60 gr. di toma di pecora stagionata grattugiata
1 piccolo mazzetto di finocchietto selvatico
Olio extravergine, pepe e sale q.b.

Preparazione
Nel mentre l’acqua viene a bollore, tritate in un minipimer 80 gr. di  pistacchi sgusciati e il finocchietto.
Aggiungete la toma grattuggiata, il pepe e l’olio sino ad ottenere un pesto omogeneo e vellutato.
Aggiustate di sale.
Lessate la pasta e ponetela in una padella con il pesto rendendo il composto più fluido in mantecatura con l’ausilio di qualche cucchiaio dell’acqua di cottura della pasta.
Mantecate per qualche minuto e servite spolverando i piatti con dei pistacchi tritati grossolanamente con il coltello da cucina.

da La Redazione

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