Pelissero: l’eredità di tre generazioni, classicismo contemporaneo

Pelissero: l’eredità di tre generazioni, classicismo contemporaneo

Pelissero: l’eredità di tre generazioni, classicismo contemporaneo

Tre generazioni, un DNA innegabilmente langarolo e la passione per l’arte del fare vino rendono le etichette di Pelissero “memorie edibili” di una storia senza tempo.

Quando il vino raccoglie e sintetizza stati d’animo, sogni, promesse, traguardi ed ostacoli, perde infatti quella connotazione meramente classica e diventa qualcos’altro.

Diventa un vino in divenire.

mai fermo, mai arrivato, figlio di un raro spirito di ricerca in vigna ed in cantina che si traduce in dinamismo innovativo.

A casa Pelissero, dunque, il vino è sentimento, filosofia di vita, un respiro di libertà tra le colline di Treiso che rivive in ogni sorso, vendemmia dopo vendemmia, bottiglia dopo bottiglia.

Un fil rouge che si ritrova nella degustazione delle nuove annate e delle “eredità di cantina”, avvenuta in occasione del recente Vinitaly.

Nebbiolo 2021, una nitida istantanea del potenziale di un vino proveniente da vigneti in zona Barbaresco, che esprime, con naturale timidezza, l’essenza di un territoir e la riconoscibilità del vitigno.

Barbaresco Nubiola DOCG 2020, un Barbaresco “democratico” per filosofia di vinificazione.

In quanto nettare delle uve provenienti da sei appezzamenti dislocati tra Treiso, Barbaresco e Neive.

Ultimo nato tra i Barbaresco di casa Pellissero, si presenta con tutta la verve di un vino di carattere.

Contraddistinto com’è da note floreali e fruttate che lasciano progressivamente spazio alle tipiche nuances di erbe officinali.

Bocca “scalpitante” per sapidità ed elegante astringenza…

Un calice che ha bisogno di tempo.

Barbaresco Vanotu DOCG 2020 è una etichetta capace di ridisegnare il classico, esplorando il domani e dando continuità ad un vigneto cui la famiglia è particolarmente legata.

Se il nome è una dedica a Giovanni (Vanotu in piemontese), nonno di Giorgio e originario proprietario del vigneto.

La tecnica di lavorazione lo rende un vino in bilico tra storia e modernità.

Con un affinamento di due anni in barrique e nove mesi in bottiglia, pensato per restituire concentrazione, frutto e architettura tannica avvolgente.

Al naso, la complessità composita fa immediatamente percepire note di lampone e ciliegia che si fondono armonicamente con un corredo olfattivo di macchia mediterranea e speziatura fine.

Un vino da dimenticare in cantina.

Barbaresco Tulin DOCG 2020 è un inno all’austerità del Nebbiolo intelligentemente riletta con l’esperienza di una terza generazione proiettata a imprimere contemporaneità ad un vino che sa di mito e leggenda.

Suadente al naso, si presenta con note inconfondibilmente ematiche e ferrose (dovute alla mineralità del suolo), ben coese con accenti fruttati e varietali, cui un piacevole boisé fa da sottofondo. Al palato, si riconoscono le caratteristiche di austerità tipiche del Nebbiolo, ben levigate dalla tecnica di vinificazione.

Barbaresco Vanotu DOCG 1995 conferma le doti di un vino capace di sfidare il tempo, contraddistinto com’è da una integrità gustativa da far invidia.

Un calice che si muove tra quiete e rumore, alternando schiettezza ed introspezione, luce e profondità, note suadenti e nuances da ricercare. Esaltazione pura di un vitigno di “razza” interpretato con stile e consapevolezza da chi, in questo mondo, è nato e cresciuto.

Una bevuta tesa che dimentica spazio e tempo, un sorso da ricordare, una bottiglia da occasione.

Cinque etichette ed una unicità di vedute per uno stile che parla di territorio e se ne fa interprete fuori confine.

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Classe 1987, dopo una laura in Economia e Finanza ed un parallelo percorso in ambito enogastronomico, Manuela Mancino si specializza nella consulenza all’Ho.Re.Ca., ad aziende di produzione e nella selezione di cibi e vini. Da sempre appassionata di food&wine, traccia i profili della propria figura professionale in età adolescenziale, con l’obiettivo di acquisire le competenze necessarie ad impiantare l’assetto strategico, gestionale ed operativo degli operatori di settore. Tecnico assaggiatore di numerose materie prime (dal vino all’acqua, dai formaggi alla pasta, passando per i salumi), si dedica in maniera peculiare allo studio del settore olivicolo, divenendo Sommelier di olio, assaggiatore di olio e di olive da mensa. Con all’attivo la partecipazione a diversi panel e giurie di settore, continua a formarsi in tale ambito tra libri, campagne e altrettanta pratica. Convinta fautrice della sostenibilità, ne fa una mission nella vita privata e lavorativa, dedicandosi allo sviluppo di variegati progetti enogastronomici. In continuo viaggio tra l’Italia e all’estero, trova spunti interessanti per la propria attività di critica di settore, nella speranza di fornirne una visione trasversale ed una lettura “dal campo alla tavola”.
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