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Tra storia e mitologia: il nocino conventuale Padre Peppe®

La storia  del Padre Peppe inizia alla fine del 700, quando il frate cappuccino Padre Giuseppe Ronchi si ritira in Puglia, da Napoli, con il desiderio di scoprire nella Murgia, nei suoi boschi, nei suoi prati, nelle sue acque e nelle sue rocce, un rimedio che potesse lenire o guarire le molestie e le infermità che il vivere quotidiano porta in sé.

Seguendo la tradizione monastica, conduceva la sua vita cercando -con fede e dedizione- di aiutare tutti a ritrovare l’equilibrio globale dell’organismo: mente, anima e corpo.

Qui trovò il modo di estrarre succhi medicamentosi dalle erbe e dai frutti, estratti lavorati con dedizione nell’officina del monastero, dove il frate poteva sperimentarne l’azione terapeutica per il sollievo di frati e fedeli.

Con il passare del tempo, un grave problema iniziò ad assillare il frate ‘speziale’: conservare e mantenere integre le preparazioni fino al momento del loro utilizzo.

Provò a conservare molte spezie erbe e frutti utili per i suoi medicamenti e fu così che nel tempo, perfezionò un distillato di cura e benessere: il Padre Peppe.

Un prodotto che francamente era qualcosa di più di una medicina naturale.

Ad intuirlo fu il fratello del frate, Nicola Ronchi, che utilizzò la ricetta per produrre e servire nel suo antico caffè l’elisir di noci. A spingere il liquore al di fuori delle mura cittadine fu Luigi Striccoli, bisnonno degli attuali proprietari, che sposando una figlia adottiva del Ronchi, ereditò il caffè e la piccola fabbrica annessa.

Per prima cosa lo Striccoli reputò opportuno dare un preciso nome all’infuso, ed in onore dell’inventore, lo chiamò “Padre Peppe” e successivamente registrò il marchio presso l’Ufficio Brevetti al Ministero dell’Industria e Commercio.

Luigi Striccoli tramandò la ricetta al figlio Carlo, che sposò una discendente dei Bolognese.

Dal matrimonio nacquero i figli Luigi e Domenico che ereditarono anch’essi ricetta e caffè (le due persone in foto davanti al leone in pietra della Cattedrale).

Ancora oggi la gestione dell’azienda è affidata agli ultimi degli eredi che la

gestiscono dal 2005. La Ditta Striccoli negli anni ha conservato con cura e dedizione il

prontuario stilato dal frate, pagine redatte dal frate che spiegano e codificano tutti i preparati

dell’officina del monastero e tra queste tutte le fasi di produzione del prezioso elixir.



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