Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP: origine, storia e caratteristiche dell’unico riso DOP italiano

Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP: origine, storia e caratteristiche dell’unico riso DOP italiano

Un territorio unico, una storia secolare e autenticità in ogni chicco.

Il Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP rappresenta da quasi vent’anni una delle eccellenze più autentiche dell’agroalimentare italiano. Si tratta infatti dell’unico riso in Italia a possedere la Denominazione di Origine Protetta (DOP) riconosciuta a livello europeo, simbolo di un legame profondo tra territorio, tradizione agricola e qualità certificata.

Nel panorama risicolo nazionale, questo prodotto si distingue per tracciabilità della filiera, caratteristiche organolettiche superiori e una produzione strettamente legata all’area geografica di origine.

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“Riso d’Autore”: l’evento dedicato all’eccellenza della Baraggia

Per valorizzare storia, caratteristiche e identità del riso DOP, nasce l’evento “Riso d’Autore”, promosso dal Consorzio di Tutela della DOP Riso di Baraggia Biellese e Vercellese.

L’iniziativa ha l’obiettivo di:

  • promuovere la cultura del riso italiano di qualità
  • avvicinare il consumatore finale a una scelta alimentare più consapevole
  • spiegare le differenze tra le numerose tipologie e varietà di riso presenti sul mercato, spesso fonte di confusione

Un momento di divulgazione e confronto che mette al centro qualità, origine e trasparenza della filiera.

risaia riso dop allagata (baraggia)
risaia riso dop allagata (baraggia)

Un territorio unico che rende il Riso di Baraggia irripetibile

Il Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP viene coltivato esclusivamente tra le province di Biella e Vercelli, in un’area caratterizzata da condizioni ambientali uniche:

  • suoli di origine glaciale
  • acque pure provenienti da Alpi e Prealpi
  • importanti escursioni termiche

Questi fattori creano un equilibrio naturale irripetibile, che conferisce al chicco:

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  • grande consistenza
  • eccellente tenuta in cottura
  • elevata capacità di assorbire i sapori

La certificazione DOP garantisce che tutte le fasi produttive — dalla coltivazione alla lavorazione — avvengano all’interno dell’area di origine, nel rispetto di un disciplinare rigoroso e controllato.

Qualità oltre la quantità: la filosofia del riso DOP

Nel mercato globale del riso, sempre più orientato a grandi volumi e produzioni standardizzate, il Riso di Baraggia DOP segue una filosofia opposta:

produrre meno, ma produrre meglio.

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Questo modello si basa su:

  • rese controllate
  • filiera completamente tracciabile
  • attenzione agronomica costante
  • controlli qualitativi rigorosi

Il risultato è un riso particolarmente apprezzato dalla ristorazione e dalla cucina italiana, soprattutto per la preparazione di:

  • risotti cremosi
  • piatti ad alta resa gastronomica

Grazie a chicchi consistenti, resistenti alla cottura e con elevata capacità di assorbimento dei condimenti, il riso DOP garantisce performance culinarie superiori.

Proprietà nutrizionali e benefici del Riso di Baraggia DOP

Oltre alle qualità gastronomiche, il Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP presenta anche importanti caratteristiche nutrizionali, tra cui:

  • elevata digeribilità
  • naturale assenza di glutine
  • buon equilibrio tra amido e proteine
  • rilascio graduale di energia
  • ottima tenuta in cottura che preserva le proprietà organolettiche

Queste caratteristiche lo rendono ideale per un’alimentazione moderna, equilibrata e consapevole, valorizzando uno degli alimenti simbolo della dieta mediterranea.

Le condizioni ambientali della Baraggia e le pratiche agronomiche sostenibili contribuiscono a preservare l’integrità del chicco e la qualità nutrizionale del prodotto.

Il futuro della risicoltura italiana passa dalla qualità

In un contesto globale in cui la standardizzazione dei prodotti agricoli rischia di appiattire le differenze, il Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP dimostra che il futuro dell’agroalimentare italiano passa da:

  • identità territoriale
  • sostenibilità agricola
  • qualità certificata
  • valorizzazione delle produzioni locali

A quasi vent’anni dal riconoscimento della DOP, questo riso continua a raccontare una storia fatta di territorio, tradizione e innovazione, invitando il consumatore a riscoprire il valore autentico di ciò che porta in tavola.

Le varietà del Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP

Il Riso di Baraggia Biellese e Vercellese, prima e unica DOP italiana nel settore risicolo, comprende diverse varietà con caratteristiche qualitative e nutrizionali specifiche.

Risi DOP ideali per il risotto

Carnaroli

Il Carnaroli presenta chicchi grandi e perlati ed è considerato il principe dei risotti per:

  • straordinaria tenuta in cottura
  • consistenza finale leggermente croccante

Arborio

Uno dei risi da risotto più conosciuti al mondo, caratterizzato da:

  • forma leggermente squadrata
  • origine nella Baraggia nel 1946 ad Arborio

Il suo valore aggiunto è l’autenticità della varietà originaria.

Baldo

Il Baldo è l’unico riso italiano da risotto cristallino, ovvero senza perla, con chicchi leggermente più piccoli rispetto al Carnaroli.

Sant’Andrea

Il Sant’Andrea è il fiore all’occhiello della Baraggia e prende il nome dalla storica Abbazia di Vercelli.
È tradizionalmente utilizzato per preparare la panissa, piatto tipico della cucina vercellese.

Altre varietà coltivate nella Baraggia

  • Loto

Riso di tipo Lungo A, appartenente alla denominazione Ribe, con chicco ovale e piuttosto grande.

  • Balilla

Una delle varietà storiche del riso italiano, selezionata nel 1924.
È caratterizzata da:

  1. chicco tondo perlato
  2. dimensioni piccole
  3. bassa tenuta di cottura
  • Gladio

Appartiene alla categoria dei risi Lunghi B, detti anche “indica”, perché ricordano i risi provenienti dal Sud-Est asiatico.
Presenta chicchi sottili e aghiformi.

La storia del Riso di Baraggia

La coltivazione del riso nella Baraggia affonda le proprie radici già nel XVI secolo.

  • 1606: il notaio Carlo di Catulo segnala a Salussola l’importanza delle “risere”.
  • 1609: Giulio Avogadro dei Signori di Vigliano e Valdengo presenta al Duca di Savoia la richiesta di coltivazione del riso nel comune di Balocco.
  • 1730: un decreto ducale vieta l’espansione delle risaie nel Basso Biellese per preservare le aree destinate al pascolo.

Il termine “Baraggia” veniva utilizzato fin dall’antichità per distinguere questi terreni situati tra le province di Biella e Vercelli, caratterizzati da una struttura geologica diversa rispetto alla brughiera.

Tradizionalmente indicava terreni poco fertili, con:

  • querce
  • betulle
  • carpini
  • sottobosco di brugo

Bonifica e trasformazione del territorio

La Baraggia è caratterizzata da:

  • altipiani con scarsa circolazione idrica superficiale
  • terreni argillosi, compatti e poco fertili

Proprio per queste difficoltà agricole, il 16 luglio 1922 il Ministero per l’Economia Nazionale definì il comprensorio “territorio di bonifica” da trasformare economicamente e socialmente.

Nel 1950, con decreto firmato dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, venne istituito il Consorzio di Bonifica della Baraggia Biellese e Vercellese.

Il consorzio realizzò:

  • sistemazione dei terreni agricoli
  • infrastrutture stradali
  • elettrificazione dei centri rurali

Il sistema irriguo della Baraggia

A partire dagli anni Sessanta vennero realizzate tre importanti opere idriche:

  • bacino dell’Ostola a Masserano
  • bacino della Ravasanella a Roasio
  • bacino dell’Ingagna a Mongrando

Questi tre grandi laghi artificiali garantiscono ancora oggi l’acqua necessaria all’irrigazione delle risaie, anche nei periodi di siccità estiva.

Il riconoscimento europeo della DOP

Le caratteristiche morfologiche del territorio e il sofisticato sistema di irrigazione con acque provenienti da Alpi e Prealpi hanno contribuito a far riconoscere l’unicità del riso prodotto in questa area.

La Baraggia si trova infatti alla latitudine più settentrionale in cui è possibile coltivare riso in Europa.

Il riconoscimento ufficiale è arrivato con il Regolamento CE n. 982/2007, con cui la Commissione Europea ha approvato la Denominazione di Origine Protetta (DOP) per il Riso di Baraggia Biellese e Vercellese.

Nello stesso anno il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha riconosciuto ufficialmente il Consorzio di Tutela, incaricato di protezione, promozione e valorizzazione del primo e unico riso DOP italiano.

Il Consorzio di Tutela del Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP

Il Consorzio di Tutela della DOP Riso di Baraggia Biellese e Vercellese è stato riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali il 15 novembre 2007.

Le sue funzioni principali sono:

  • tutela della denominazione DOP
  • promozione del prodotto
  • valorizzazione della filiera risicola della Baraggia

La filiera comprende:

  • aziende agricole
  • riserie
  • confezionatori

operanti nel territorio della Baraggia piemontese, un’area pedemontana rivolta verso il Monte Rosa che si estende per 44.000 ettari tra le province di Biella e Vercelli.

Di questi:

  • 22.000 ettari sono destinati alla coltivazione del riso

I comuni della zona DOP

Sono 28 i comuni compresi nell’area di coltivazione, raccolta e trasformazione del Riso di Baraggia DOP:

Albano Vercellese, Arborio, Balocco, Brusnengo, Buronzo, Carisio, Casanova Elvo, Castelletto Cervo, Cavaglià, Collobiano, Dorzano, Formigliana, Gattinara, Ghislarengo, Gifflenga, Greggio, Lenta, Massazza, Masserano, Mottalciata, Oldenico, Rovasenda, Roasio, Salussola, San Giacomo Vercellese, Santhià, Villanova Biellese e Villarboit.

Controlli e certificazione della filiera

Ogni fase della produzione del Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP è sottoposta a rigidi controlli di qualità.

L’ente incaricato della certificazione è l’Ente Nazionale Risi, designato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Il suo compito è verificare che origine, produzione e trasformazione rispettino pienamente il disciplinare DOP.

Informazioni ufficiali

Per approfondire:
www.risobaraggia.it

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Nato in Calabria nel marzo del 58 da genitori pugliesi, esercita la professione di Medico Veterinario Igienista (Qualità e Sicurezza Alimentare) presso la ASL BARI come Dirigente Medico Veterinario Area Ispezione e Controllo degli Alimenti di Origine Animale. Laureatosi in Medicina Veterinaria nel 1985,  consegue la seconda Laurea in Scienze della Maricoltura ed Igiene dei Prodotti Ittici presso l'UNIBA nel 2007. Esercita per quanto previsto per i medici e veterinari del Servizio Sanitario Nazionale, la libera professione intra moenia ad Altamura a favore di animali d’affezione.  Si occupa da sempre di produzione agro alimentare, è stato curatore/relatore per corsi sui formaggi, sulle carni e  salumi, oltre  referente regionale in Puglia, dal 2007 al 2014, del progetto educativo e di formazione per i docenti del MIUR "Orto in Condotta". Fonda nel 2007 l’Associazione “Il Sogno di Arlecchino_Ricerca e tutela della Biodiversità” che candida alla gestione del progetto pilota “CENTRO STUDI PER LA TUTELA DELLA BIODIVERSITA’ E DEL TURISMO SOSTENIBILE” ed all’utilizzo di terapie “altre” nel contesto del disagio mentale. Sommelier con diploma AIS , ha collaborato al progetto editoriale dell’A.I.S. Puglia “Messaggi in Bottiglia” e di Slow Food Editore "Extravergine". E’ Iscritto dal 2011, presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, all’Albo Nazionale degli Assaggiatori di Olii di Oliva Vergine ed Extravergine ed è   membro effettivo del Gruppo Panel di assaggio olio DOP Terre di Bari, presso la Camera di Commercio di Bari.  Impegna la propria competenza istituzionale, per declinare al meglio le tematiche inerenti la produzione agro zootecnica e la valorizzazione dei prodotti di qualità sanitaria, etica e nutrizionale anche in attività extra professionali, attraverso l'organizzazione in ambito Universitario di eventi a carattere scientifico e di aggiornamento professionale; nel 2015 consegue il Master Universitario in Cultura dell'Alimentazione e delle Tradizioni eno gastronomiche, presso l'Università degli Studi UNIROMA 2 di Tor Vergata.Ha governato la Condotta Slow Food delle Murge dal 2010 al 2018
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