“DanteDrink”: l’Inferno in un bicchiere!

“DanteDrink” l’Inferno in un bicchiere!

“DanteDrink”: l’Inferno in un bicchiere!

Può l’inferno dantesco fungere da spunto per l’arte della miscelazione?

Secondo le docenti di Sala e Vendita e di Italiano, Tiziana Felicini e Ilaria Boccia, la risposta è “si”!

Le due professoresse dell’IPC “Pietro Verri” di Busto Arsizio, appoggiate dalla Dirigente Scolastica Maria Cristina Cesarano, hanno dato vita al progetto laboratoriale “DanteDrink”, realizzato dagli studenti della classe 3PA, indirizzo Sala e Vendita.

I ragazzi, hanno reinterpretato alcuni dei più celebri personaggi dell’Inferno di Dante Alighieri trasformandoli in…cocktails.

L’obiettivo, secondo quanto spiegato dalle insegnanti coinvolte, è stato duplice.

Permettere agli studenti di comprendere la profondità simbolica dei personaggi danteschi e stimolare la loro capacità di tradurre tali simboli in un linguaggio moderno e professionale.

Il progetto si è concluso con una presentazione in laboratorio, durante la quale, gli alunni, hanno illustrato il proprio lavoro, offrendo alla Dirigente e agli insegnanti alcuni assaggi delle proprie creazioni.

Verde, colore della saggezza, dell’equilibrio e dell’intelligenza è il cocktail pensato per Virigilio, guida sapiente e razionale del Sommo Poeta.

Di un azzurro quasi etereo, il drink ideato per rappresentare Beatrice, la “donna angelicata”, ispiratrice spirituale.

Sfera di ghiaccio, dal sapore profondo e avvolgente, è la miscela che identifica Caronte, il traghettatore delle anime dannate attraverso il fiume Acheronte.

Paolo e Francesca, simboli di un amore struggente e proibito, sono stati invece raffigurati in due bicchieri di ceramica a forma di teste di moro, con un cocktail dolce e seducente.

L’ ingegno audace di Ulisse, brucia in una dolcissima zolletta di zucchero, simbolo di un’inquieta ricerca del sapere che lo ha condotto alla perdizione.

A completare l’esperienza, è stato proposto un dessert caldo e avvolgente: pere caramellate flambé al rum scuro, guarnite con frutti di bosco.

Questo dolce unisce la morbidezza della pera alla ricchezza aromatica del rum, richiamando simbolicamente l’atmosfera potente e simbolica dell’Inferno, con le anime dannate immerse perpetuamente in un liquido dolceamaro.

Per accompagnare il tutto, è stato servito un bicchiere a forma di cuore, che richiama il topos del “cuore mangiato”.

Dante, in un sonetto della Vita Nova, sogna di una donna avvolta in un drappo sanguigno che mangia il cuore datole in pasto da Amore.

È proprio Beatrice, infatti, a nutrirsi del cuore, sede dei sentimenti nobili.

Un esercizio di creatività e competenza, che ha coniugato la conoscenza del testo dantesco con le tecniche professionali della ristorazione.

Un chiaro esempio di innovazione didattica, ben poggiato sulla competenza delle docenti interessate e su una capacità dell’organizzazione scolastica di adattarsi e rinnovarsi.

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Vesuviana DOC come il pomodoro del piennolo, le albicocche, lo stoccafisso, il baccalà e mille altre cose che qui, alle pendici del Vulcano, crescono e si cucinano. Laureata in giurisprudenza e avvocato, ho da sempre la passione per la scrittura ed il giornalismo che coltivo ormai da anni. Mi divido tra il sociale e culturale e il cibo. Dopo esperienze di rilievo sono approdata in "DI Testa e di Gola" dove ricopro il delicato ruolo di Vicedirettore e scrivo di cibo a tutto tondo.
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